10726_972 Mi chiedo: se quel pastore americano non avesse avuto la vergognosa idea di bruciare il Corano (anche se poi non l’ha fatto), a qualcuno sarebbe mai venuto in mente di fare una cosa del genere o di trovarne il coraggio?

Tra l’altro non sono state molte le testate giornalistiche che hanno citato l’evento o non ne hanno dato molta importanza: un uomo, che ha rifiutato di farsi identificare anche dalla polizia, si è avvicinato all’angolo tra Murray e Church Street (a New York) con un Corano verde in mano. In mezzo a una folla di manifestanti e giornalisti, ha prima strappato una pagina dal libro sacro e l’ha lanciata in aria. Poi ha preso un paio di pagine e ha acceso il fuoco. Alla fine è stato scortato (!) a pochi isolati di distanza per sicurezza (http://www.giornalettismo.com/archives/81113/brucia-corano-vicino-ground/, uno dei pochi siti in italiano che ha riportato la notizia).

La reazione tra i musulmani è stata, ovviamente, molto seria, in Iran ci sono state varie manifestazioni in molte città.

Sarei tentata di mettere in dubbio di nuovo la moralità occidentale, per cui prendere in giro questioni religiose o oggetti e testi sacri non è più così scandaloso, ma di nuovo, sono sicura che c’è ancora gente con un po’ di sano intelletto che comprende che è (di nuovo) tutta una questione politica. Forse vogliono mettere alla prova i musulmani e vedere se sono ancora legati ai loro valori religiosi (nonostante l’invasione culturale occidentale)? O forse vogliono invitare gli altri a compiere azioni anti-islamiche? Invece di spegnere il loro incendio doloso, ci versano su benzina.

Sarebbe il caso di ricordare loro cosa è successo all’esercito di Abraha che voleva distruggere la Ka’bah:

1 Non hai visto come agì il tuo Signore con quelli dell’elefante?
2 Non fece fallire le loro astuzie?
3 Mandò contro di loro stormi di uccelli
4 lancianti su di loro pietre di argilla indurita.
5 Li ridusse come pula svuotata.

(Sacro Corano sura 105)

Considerando che in Occidente non esistono quasi più valori morali, non ci si sorprende del fatto che alcuni difendano un’adultera, ma soprattutto complice di omicidio. Anche se è ovvio che ci siano altri fini politici.

Sakineh Mohammadi Ashtiani è in carcere da cinque anni, è accusata di essere complice dell’omicidio di suo marito (e non solo adulterio), eseguito dal cugino di quest’ultimo, con cui la donna aveva rapporti extraconiugali.

La donna ha somministrato del sonnifero al marito e quindi l’altro l’ha ucciso attaccandogli il filo dell’elettricità. Uno dei parenti della vittima quando ha visto il luogo del delitto ha detto di essere rimasto scioccato dalle condizioni in cui è stato trovato il cadavere. Come si fa a difendere una persona del genere?

Certo, da gente come Carla Bruni c’era da aspettarsi che prendesse le difese di questa donna, e non è nemmeno strano, considerando i fini politici, che Catherine Ashton, in qualità di alto rappresentante dell’Unione Europea, abbia avanzato l’ipotesi di possibili sanzioni all’Iran.

Invece è strano che non ci sia tutta questa compassione e attenzione verso le persone che vengono condannate a morte in altri paesi (come la Cina e gli Stati Uniti), dovremmo chiederci perché la legge umana può stabilire quali persone possano essere condannate a morte (come in questi paesi) e non quella divina (su cui sono basate le leggi in Iran)? Se i politici occidentali fossero davvero contrari alla pena di morte, non farebbero così tanta propaganda solo per una condannata a morte e non per gli altri.

Qualcuno dice che sembrano cose d’altri tempi, del Medioevo… già altri tempi, che anche se erano tempi bui, nessuno avrebbe mai osato difendere un’assassina o un’adultera. Non esistono più valori morali, ma difendere quelli immorali è davvero troppo…

Ci consoliamo pensando che alla fine è tutto un gioco politico e che ci sono ancora persone che hanno un po’ di coscienza per capire come stanno veramente le cose.