Alcuni consigli per rafforzare la famiglia

Piccola nota introduttiva: è ovvio che una vita coniugale armoniosa dipende dal comportamento corretto di marito e moglie. Ma poiché questa guida è pensata principalmente per le donne musulmane, mi concentro su quello che è il loro ruolo all’interno della famiglia. Non è detto che tutti i consigli di seguito proposti siano obbligatori dal punto di vista shariatico, piuttosto alcuni di essi fanno parte di quel ramo della religione definito akhlaq volto al miglioramento del proprio comportamento e di conseguenza della nostra vita. Questi suggerimenti dovrebbero aiutare la coppia a vivere serenamente, insha’Allah.

1. Accontentarsi di ciò che si ha rende la vita più dolce: “Accontentarsi è un bene che non ha fine”.[1]

2. Cerchiamo di obbedire a nostro marito: “Il marito ha rispetto alla donna una posizione tale che nessun altro ha”.[2]

3. Mantenere un atteggiamento affettuoso e umile.112(2)

4. Custodire i beni del marito: “Non ha fede chi non è custode”.[3]

5. Rispettare i suoi parenti e cercare di andare d’accordo con loro.

6. Preparare i pasti, curati e possibilmente in tempo, una persona affamata si arrabbia molto più facilmente.

7. Rispettare il silenzio quando sta riposando, anche una persona stanca si arrabbia più facilmente.

8. Non svelare i propri segreti (non intendo di tenergli nascoste le cose, ma a volte una persona potrebbe avere segreti, per esempio riguardanti il proprio passato, che non è necessario che il marito ne venga a conoscenza): “Chiunque voglia rimanere in salute, deve trattenere la propria lingua e non svelare ciò che ha nel cuore, compiere il bene e non sognare a occhi aperti”.[4]

9. Non aspettarsi dal marito ciò che  non è nelle sue possibilità: “Allah non grava nessuno se non di ciò che è nelle sue capacità”.[5]

10. Non lamentarsi.

11. Ringraziarlo dei suoi sforzi.

12. Ignorare i suoi sbagli.

13. Adattarsi al suo lavoro e, se necessario, trasferirsi nella città in cui lavora per stargli vicino.

14. Essere pulite e ordinate e tenere la casa pulita e ordinata: “La pulizia è parte della fede”.


[1] Nahj al-fasahah, hadith 2111.

[2] Nahj al-fasahah, hadith 881.

[3] Nahj al-fasahah, hadith 2428.

[4] Nahj al-fasahah, hadith 3053.

[5] Corano 2:286.

Le caratteristiche di una famiglia armoniosa
1. Sicurezza e tranquillità: il Corano dice chiaramente che la filosofia del matrimonio è creare pace, tranquillità e amore tra i coniugi.[1] Questa tranquillità è visibile in vari aspetti della loro vita: fisica, spirituale e sociale. Essi si completano a vicenda e intraprendono insieme la via verso la perfezione. L’esistenza dell’uno senza l’altra non avrebbe significato ed è per questo che fra due esseri che si completano a vicenda c’è un’attrazione così forte. Per comprendere l’importanza di questo stato di sicurezza e tranquillità basti dire che Dio nel Corano dice che i probi si troveranno in un luogo sicuro.
2. Amore e affetto: la famiglia dev’essere piena di amore e affetto. I membri della famiglia devono sentirsi responsabili gli uni verso gli altri, infatti tutti gli esseri umani sentono il bisogno di avere un luogo di riferimento in cui rifugiarsi nei momenti difficili e riacquistare la pace spirituale persa.
3. Perdono: la vita senza perdono è un inferno che brucia l’essere umano dall’interno. Poiché gli esseri umani sono diversi fra di loro e spesso non conoscono tutto ciò che riguarda l’umanità e la società, i propri diritti e quelli degli altri, pensano sempre che siano gli altri a sbagliare e a non rispettare i loro diritti, così nascono discordie. Quindi quando c’è il perdono e si dimenticano gli errori degli altri (soprattutto se sono sbagli dovuti a ignoranza), la vita torna alla normalità e riacquista pace. Solo coloro che hanno timore di Dio riescono a perdonare, il Corano consiglia il perdono persino nel momento in cui si decida di separarsi.[2] Quando una persona è in grado di rinunciare a quello che è un proprio diritto, riuscirà ancor meglio ad astenersi da ciò che le è proibito, quindi a controllare meglio se stessa.
4. Non prendere in considerazione gli sbagli degli altri: che ha più valore del semplice perdono. Gli esperti di etica citano tre stadi del perdono:
a. Sappiamo che la persona ha sbagliato, però la perdoniamo e non ci vendichiamo.
b. Non prendiamo in considerazione gli sbagli degli altri ed è come se non li vedessimo.
c. Rispondiamo al male con il bene. Il Profeta (S) disse: “Ricambiate col bene colui che vi fa del male”.
5. Aiutarsi a crescere e migliorare: i doveri del marito e della moglie non si limitano solo a semplici rapporti coniugali e doveri famigliari, in realtà essi hanno pesanti responsabilità etiche. Il Profeta (S) disse: “L’uomo e la donna sono responsabili l’uno dell’altra e entrambi dei propri figli”.
6. Stare attenti a come si parla: i sapienti di etica considerano la lingua il più potente mezzo per migliorare gli altri, farsi ubbidire e allo stesso tempo la più pericolosa parte del corpo e la più peccatrice.

[1] Corano ar-Rum, vers. 21.
[2] Corano al-Baqarah, vers. 237.

I doveri di una moglie musulmana – seconda parte
Una moglie musulmana deve evitare comportamenti scorretti con il proprio marito, per esempio rispondere male, lamentarsi di continuo, mostrare ingratitudine… All’imam Kazim (a) fu chiesto: “Come sono considerate da Dio una donna e la sua preghiera quando ella si comporta male col proprio marito?”. Rispose: “È considerata peccatrice fino a quando il marito non l’abbia perdonata”.[i] Inoltre il Profeta (s) disse: “È maledetta, è maledetta la donna che infastidisce il proprio marito e lo rende triste, è beata, è beata la donna che rispetta il proprio marito, non lo infastidisce e gli ubbidisce sempre”.[ii]
Negli hadith viene consigliato alla donna di ringraziare gli sforzi fatti dal marito parlandogli dolcemente e gentilmente, sopportando con pazienza i momenti difficili, accogliendolo quando torna a casa e accompagnandolo quando esce, soddisfacendo le sue necessità, occupandosi della casa, risparmiando e non esagerando negli acquisti. È così che la donna può compiacere il proprio marito e rendere piacevole la propria vita famigliare. L’imam Alì (a), dopo il martirio della sua nobile moglie Fatima (a), così prego Dio: “O Dio! Io sono compiaciuto della figlia del tuo Profeta (s) … O Dio! Lei è stata oppressa (dai nemici), giudica Tu!”.[iii]
[i] Bihar, vol. 81 pag. 323, hadith 12
[ii] Bihar, vol. 100 pag. 252, hadith 55
[iii] Bihar, vol. 78 pag. 345, hadith 11

I doveri di una moglie musulmana -Prima parte

Il peso di mantenere unita la famiglia grava per lo più sulle spalle della donna, ella deve cercare di rispettare a questo riguardo solo ciò che dice l’Islam ed evitare di ascoltare gli altri, che spesso danno “consigli” fuorvianti.
I due principali doveri obbligatori della moglie sono di non uscire senza il permesso del marito ed essere a sua disposizione per soddisfare i suoi bisogni sessuali (per i casi specifici fare riferimento al proprio marjà’). È perciò meritorio per la donna rendersi attraente per il proprio marito. A questo proposito il Profeta (s) disse: “E’ necessario che la donna faccia uso dei migliori profumi, vesta con i suoi abiti più belli, si trucchi nel miglior modo e si mostri a suo marito, notte e giorno, come un elegante pavone”.[1]
Riguardo al divieto di uscire di casa senza il permesso del marito, l’imam Sadiq (a) raccontò che un uomo era andato in viaggio e aveva raccomandato a sua moglie di non uscire di casa. Accadde che il padre di questa donna morì, quindi ella mandò un messaggio al Profeta (s) chiedendo che cosa fare, egli rispose di ubbidire al marito, quindi ella chiese se non poteva nemmeno partecipare alla cerimonia di lutto e il Profeta (s) disse di no. In seguito il Profeta (s) mandò un messaggio a questa donna dicendo che Dio aveva perdonato i suoi peccati e quelli di suo padre poiché ella aveva rispettato l’ordine di suo marito.
Inoltre la donna non può spendere i soldi del marito senza il suo permesso, riguardo a ciò il Profeta disse: “La donna migliore è colei che usa profumi (per il marito), cucina buoni cibi e spende il denaro per la casa in modo equilibrato”.
[1] Wasa’il, vol. 20 pag. 158 bab 79