Dimostrare affetto ai propri figli

La dimostrazione d’affetto nei confronti dei figli non si limita a un’età particolare: bisogna praticarla sempre. Tuttavia nel primo anno di vita è d’importanza vitale, infatti il bambino si sente particolarmente legato alla famiglia e se gli sarà mostrato affetto e riceverà sufficiente senso di sicurezza, ciò avrà importanti conseguenze sul suo futuro, come la capacità di intraprendere legami sociali, serenità, fermezza nel risolvere i problemi, ecc.

Il Profeta (s) disse: “Amate i vostri figli e trattateli con bontà”[1].

Alcuni genitori evitano di baciare i propri figli, soprattutto se grandi, invece i Devoti di Dio ci hanno insegnato diversamente.

Un giorno il Profeta (s) fece sedere uno dei suoi figli sulle sue sacre Save0010ginocchia e lo baciò, un uomo gli disse: “Io ho dieci figli e non ne ho mai baciato nessuno”. Il Profeta (s) corrugò la fronte e disse: “Non sarà offerta bontà a chi non ne offre”[2].

In un’altra occasione egli disse: “Baciate molto i vostri figli, ché per ogni bacio vi sarà donato un livello in Paradiso”[3].


[1] Koleyni, Furu’ al-Kafi, vol. 6, pag. 49.

[2] Shaykh al-Saduq, Man la yahdhuruh al-Faqih, vol. 4, pag. 380.

[3] Allamah Majlesi, Bihar la-Anwar, vol. 43, pag. 282.

Quando i bambini chiedono di Dio…

Le domande dei bambini riguardo a Dio devono essere prese sul serio ed è necessario fare del nostro meglio per dare loro risposte che siano al loro livello di comprensione e fin dove possibile convincenti. Non rispondere o dare risposte del tipo: “Quando diventerai grande capirai…”, potrebbe essere il primo passo nell’allontanare il bambino dalla religione o, peggio ancora, potrebbe indurlo a chiedere a persone che non hanno una giusta conoscenza di questi argomenti (ciò è ancora più pericoloso nel caso si viva in un paese non islamico).

Le risposte devono essere adatte all’età del bambino e il più semplici possibile.

Ecco alcuni esempi di domande e possibili risposte:bimba-qunut

1. Chi è e cos’è Dio? Per rispondere a questa domanda si possono citare le caratteristiche divine, per esempio Egli è Colui che è più buono della mamma e del papà. Egli è Colui che più dei genitori ti protegge. Egli è più forte della persona più forte che conosci.

2. Com’è possibile che Dio sia dappertutto? Perché non lo vediamo? Ci sono molte cose che sono dappertutto, eppure noi non le vediamo, come l’aria, il caldo, il freddo, l’elettricità. Si può fare un esempio pratico, prendere un bicchiere d’acqua e un cucchiaio di zucchero, quando lo zucchero si scioglie, chiedere al bambino se lo zucchero è ancora nell’acqua o no.

3. Quant’è grande Dio? Non so quant’è grande, però è più grande di qualsiasi cosa nell’Universo.

4. Se Dio è dappertutto, perché quando lo invochiamo guardiamo verso il cielo? Alcuni doni di Dio, come la pioggia, vengono dal cielo. Inoltre noi esseri umani abbiamo un’innata tendenza a considerare ciò che è meglio più in alto degli altri, per esempio in una gara di Formula 1, il vincitore sale sulla parte più alta del podio.

5. Se Dio è così grande come fa a starci nel nostro cuore? Come ci stanno la mamma e il papà.

La vivacità dei bambini
Tranne nelle attività pericolose, negli altri casi i bambini devono essere lasciati liberi. Nei bambini è presente un istinto che dev’essere lasciato libero, altrimenti potrebbe creargli problemi in futuro. La vivacità dona loro allegria e avendo usufruito completamente del loro stato di bambini non si comporteranno più come tali da grandi.
Il Profeta (S) disse: “La vivacità di un bambino è segno dell’aumento della sua razionalità da grande”.[1]
Egli (S) inoltre disse: “La vivacità di un bambino è un bene, gli donerà pazienza da grande”.
Molti dei comportamenti vivaci dei bambini sono una necessità della loro età e se i genitori prestassero attenzione a questa questione, potrebbero anche trasformarsi in comportamenti piacevoli.

[1] Biharul-anwar, vol.14 pag.379.

Si può educare i bambini picchiandoli?
Le punizioni corporali possono essere usate solo eccezionalmente per educare i bambini, infatti l’essere umano va educato con i consigli e l’esempio, mentre sono gli animali che vengono picchiati per renderli ubbidienti, come dice l’imam Alì (a) in un suo hadith.[i]
Le conseguenze negative delle punizioni corporali:
· Un bambino che viene picchiato, si sente umiliato e l’imam Alì (a) dice che chi viene umiliato non c’è speranza di salvarsi dalla sua malvagità.[ii]
· Diventerà così debole da aver sempre paura di opporsi agli altri anche da grande.
· Cercherà in qualsiasi modo di vendicarsi di colui che lo ha picchiato, per esempio quando diventerà grande non studierà o non pregherà perché sa che queste sono cose importanti per i genitori.
· È completamente sbagliato pensare che le punizioni corporali impediscano al bambino di avere comportamenti scorretti , anzi lui cercherà in ogni modo di fare ciò che vuole senza farsi scoprire.
· Sarà sempre stressato e preoccupato di essere punito, soprattutto davanti agli altri.
· Perderà la fiducia in se stesso.
· Con i fratelli, sorelle e bambini più piccoli e più deboli si comporterà come i genitori si sono comportati con lui.
In che casi si può punire i bambini picchiandoli?
Solo nei casi in cui gli altri metodi (vedi prossimo paragrafo) non risultino sufficienti, però tenendo presente le condizioni delle punizioni corporali.
Per esempio se un bambino di 2-3 anni compie ripetitivamente azioni pericolose, e gli altri metodi educativi non hanno effetto su di lui, si può provare dando un colpetto leggero sulla mano e, se è più grande, picchiando con le dita sul corpo o dandogli una sculacciata. Bisogna tener presente che questo tipo di punizione non dev’essere uno sfogo del genitore adirato, ma utilizzato come metodo educativo. Nel caso del bambino piccolo che commette un’azione pericolosa è meglio reagire subito, invece con i più grandi prima li si minaccia di punirli corporalmente (non in modo diretto ma con allusioni) e poi si utilizza questa punizione, in questo modo il bambino si rende conto che i genitori hanno dimostrato pazienza e solo alla fine lo hanno punito. Inoltre quando il bambino viene punito, bisogna spiegargli il motivo di ciò. Dal punto di vista islamico, se un figlio commette uno dei peccati maggiori, il genitore o tutore può punirlo corporalmente fino a quando le conseguenze della punizione non siano tali da rendere obbligatorio il diah.[iii]
Come possiamo cancellare le conseguenze delle punizioni corporali che i nostri figli hanno subito?
· Per rafforzare la sua personalità, bisogna onorarlo e lodare le sue caratteristiche positive, soprattutto davanti agli altri.
· Incoraggiarlo a esprimere le sue opinioni e non accettare passivamente quelle degli altri.
· Rassicurarlo che non verrà mai più punito in questo modo.
· Se vuole usare la forza, cercare di farlo ragionare.
· Rafforzare la sua fiducia in sé, affidandogli delle mansioni, dimostrando di fidarsi di lui e consultandolo nelle questioni importanti.
· Pagando il diah, a meno che egli, dopo la maturità islamica, non vi perdoni .[iv]
Che tipo di metodi educativi si possono utilizzare al posto della punizione corporale?
· Castigo momentaneo: questo metodo è ideale per i bambini che hanno meno di cinque anni e consiste nel chiudere il bambino in camera senza giocattoli o televisione (però non al buio) per un numero di minuti corrispondente alla sua età (per esempio tre minuti per un bambino di tre anni). Se insiste ancora, raddoppiate i minuti. Per i bambini più piccoli, li si fa sedere su una sedia.
· Castigo: consiste nel privare il bambino di giocattoli, televisione o altro, ed è ideale per tutte le età.
· Non parlargli, però non per lungo tempo e senza esagerare.
· Stimolare i suoi sentimenti, dicendo per esempio che con questo suo comportamento ci fa soffrire. Però, soprattutto le madri, devono stare attente a non esagerare perché questo metodo diventa altrimenti inefficace e potrebbe avere conseguenze negative sui suoi sentimenti.
· Minacciare di ricorrere a punizioni corporali.
[i] Bihar, vol. 71 pag. 327
[ii] Bihar, vol. 75 pag. 300
[iii] Jami’ul-furugh, capitolo sui diah, questione 36
[iv] Se con la punizione il suo viso diventa rosso il diah da versare al figlio è di circa sette grammi e mezzo d’oro, se è tra il rosso e nero, circa quindici grammi e se diventa nero, circa 30 grammi. Per le altre parti del corpo si calcola metà delle quantità elencate. (Tahrirulwasilah, vol.2, pag. 595, questi dati sono approssimativi ed è comunque meglio consultare il proprio marjà’)
L’educazione religiosa dei bambini
Perché è necessaria un’educazione religiosa dei bambini?
· Prima di tutto, un bambino che crede in Dio, ha qualcuno in cui sperare e a cui affidarsi nelle difficoltà. Quando i fratelli del profeta Giuseppe (a) lo abbandonarono nel deserto in un pozzo, egli aveva nove anni. Una carovana passò lì vicino e uno di loro disse agli altri: “Venite ad aiutare questo bambino solo!”, allora Giuseppe (a) disse: “Colui che ha Dio, non è mai solo!”.
· Inoltre, l’educazione religiosa del bambino colma di benefici i genitori stessi, infatti, egli cercherà di comportarsi in modo corretto con loro, poiché sa che Dio nel Corano dice: “Non dire accidenti a te! a tua madre e tuo padre” (Sura Isra’, vers. 23), e conosce l’hadith che dice: “È obbligatorio comportarsi bene con il padre e la madre, anche se sono miscredenti”[1]. Ciò sarà di beneficio per loro anche nell’aldilà. Un giorno il Profeta (s) stava passando dal cimitero di Baqì’ e a un certo punto disse ai propri compagni: “Accelerate il passo!”, tornando dallo stesso punto i compagni del Profeta (s) volevano di nuovo accelerare il passo, ma egli (s) disse: “Rallentate, all’andata un morto stava subendo un castigo e ora, al ritorno, gli è stato tolto il castigo, poiché ha un figlio che proprio adesso è andato dal suo insegnante e ha imparato la frase ‘ Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim’, quindi Dio ha tolto il castigo a suo padre”.
Quando è il momento migliore per incominciare l’educazione religiosa?
Bisogna iniziare l’educazione religiosa in modo indiretto quando il bambino è appena nato, recitando l’adhan nell’orecchio destro e l’iqamah nell’orecchio sinistro, l’imam Alì (a) disse che ciò che s’impara da bambini rimane impresso come un’incisione su un sasso.[2]
L’educazione diretta può incominciare dai due anni, quando il bambino incomincia ad avere un senso religioso, insegnando la frase ‘La ilaha illallah’, il saluto al Profeta (s), l’amore per la sua Famiglia (a), ecc.
Scegliere il momento e il luogo migliore per impartire gli insegnamenti religiosi
Bisogna stare attenti a non impartire gli insegnamenti religiosi in momenti in cui il bambino è stanco, affamato, svogliato, ecc., infatti, ciò non solo sfavorisce l’insegnamento, ma può anche causare un’eventuale ripugnanza del bambino verso di essi.
Per esempio il momento in cui gli si dà un regalo può essere l’occasione giusta per insegnargli a ringraziare Dio. Quando si va in gita al mare o in montagna si può fargli notare il potere divino presente nella creazione. Insegnare ciò al bambino nei momenti in cui è felice fa sì che gli rimangano impressi meglio.
Metodi per favorire l’insegnamento religioso:
· costanza dei genitori negli atti di culto: la madre che non prega durante il mestruo o i genitori che non digiunano in viaggio possono creare confusione sulle regole religiose, perciò se sono in un’età in cui non può essere spiegato loro il motivo o non potrebbero comprenderlo, bisogna tenerlo presente e, per esempio, la madre durante il periodo del mestruo può sedersi sul suo tappeto della preghiera e recitare il Corano o delle duà;
· procurare loro un tappeto per la preghiera, un hijab bello per la preghiera, fargli fare l’abluzione con acqua tiepida, ecc.;
· abituarli a pregare con i genitori, svegliarli per il suhur a Ramadan, anche se poi digiunano solo per poche ore, ecc.;
· partecipare agli incontri religiosi;
· frequentare famiglie religiose;
· far conoscere loro i veri modelli di vita: mostrare interesse per i personaggi della tv o dello sport invece che i Profeti o gli Imam (a) fa in modo che il bambino pensi che siano loro i veri modelli di vita ed esempi da seguire;
· incoraggiarli e premiarli negli atti di culto: bisogna stare attenti a non esagerare in modo che il bambino per esempio non preghi solo per ricevere un regalo, a volte basta anche semplicemente una carezza o un bacio (soprattutto quando sono piccoli).
In conclusione è necessario ricordare che l’educazione religiosa richiede molta pazienza e bisogna evitare comportamenti brutali e troppo severi.
[1] Hurr °Amilì, Wasa’ilusshi°ah, vol.16 pag. 155
[2] °Allame Majlesì, Mir’atul°uqul, vol. 4 pag. 306