Sta arrivando la notte del 15 Shaban in merito alla quale il santo Profeta (saw) disse: “Chiunque resti sveglio in adorazione la notte del 15 Shaban, il suo cuore sarà vivo nel giorno in cui i cuori saranno senza vita”.

Egli disse anche che durante la notte del 15 Shaban, Allah Onnipotente decide in merito al sostentamento, la vita, la morte e il bene della gente.

Restare svegli in preghiera (ihya) è una pratica religiosa raccomandata dal sacro Corano.
La notte del 15 Shaban è la più importante dell’anno dopo le notti di Qadr, è altamente meritorio fare il ghusl e restare svegli tutta la notte in adorazione e preghiera. Vi sono delle du’a da recitare tra cui anche delle versioni semplici:
- recitare 100 volte

سُبْحَانَ اللّهِ  وَالْحَمْدُ لِلّهِ وَلا إلهَ إلاَّ اللّه وَاللّهُ أَك ْبَرُ 

- chiedere perdono
- recitare la zyarah dell’imam Hussein (a.s.) specifica per questa notte o se preferite recitare un’alternativa più semplice, potete manifestare il vostro amore e rispetto per l’Imam dicendo:

السَّلامُ عَلَيْكَ يَا أَبَا عَبْدِ اللّه السَّلامُ عَلَيْكَ وَرَحْمَةُ اللّه وَبَرَكَاتُهُ

Inoltre, siccome è l’anniversario della nascita dell’imam Mahdi (aj) è il momento migliore per approfondire la nostra conoscenza su di lui, ricordandoci del famoso hadith che dice che chi muore senza aver conosciuto l’Imam del proprio tempo è come colui che muore nell’Ignoranza.

Un link utile per i vari amaal consigliati: http://www.duas.org/15shabanamal.htm

Eltemase du’a

Ricordateci nelle vostre preghiere

 

Risposta concisa
Uno dei principi fondamentali della dottrina sciita, estratto da molteplici versetti e hadìth profetici, è che l’imamato costituisce un’investitura divina. Quindi una volta accertato che Dio ha elevato un individuo a questa carica, un musulmano senza esitare deve accettare come servo la sua wilayah, poiché Dio sa meglio di chiunque a chi deve donare l’imamato[i]. La nomina da parte di Dio per questo incarico può manifestarsi nei seguenti modi:
1. Hadìth profetici.
2. Presentazione da parte degli Imam (A), in particolar modo quello precedente.
3. Possesso di altre condizioni per l’imamato, come la conoscenza dell’occulto (‘ilm ladunni), essere il più saggio della propria epoca, infallibilità, salute ed equilibrio corporali e spirituali, taumaturgia e altri fenomeni paranormali.
Gli sciiti contemporanei degli Imam infanti (A) (l’imam Javad (A) a otto anni, l’imam Hadi (A) a nove anni e l’imam Mahdi (Aj) a cinque anni) non erano estranei a queste condizioni e dopo aver analizzato e ricercato a lungo sul loro conto, raggiungevano la certezza del loro imamato e accettavano la loro wilayah. Anche le generazioni successive si fidarono delle prove storiche, delle loro ricerche e degli hadìth evidenti. D’altro canto l’imamato, le conferme occulte da parte di Dio nei loro confronti e la capacità di compiere miracoli, impediscono che essi siano paragonati agli individui normali. Inoltre per un musulmano credente nel Corano, il dono di una carica divina a un bambino, in base alla saggezza, sapienza e favore di Dio, non deve sembrare strano dato che Gesù, Giovanni Battista e Salomone (A) diventarono profeti a tal età. I versetti del Corano concernenti questi tre nobili Profeti (A) sono stati utilizzati più volte dagli Imam (A) come prova.

[i] Sacro Corano, 6:124.
Risposta dettagliata
L’imamato, dal punto di vista sciita, consiste nella wilayah del wali di Allah sulle altre persone[1]. In altre parole l’imamato è un incarico divino volto a dirigere la religione e la gente, e guidarli verso la vetta della beatitudine e dell’umanità. Per questo motivo l’Imam (A) non può essere scelto da parte della gente, poiché solo Dio sa chi possiede la conoscenza dell’occulto (‘ilm ladunni) e l’infallibilità, infatti queste sono le condizioni più importanti per diventare wali di Allah.
L’individuo monoteista che accetta la wilayah divina per se stesso, in ogni aspetto della propria vita obbedisce agli ordini e divieti divini. Nella questione della wilayah, dovrà pertanto sottomettersi completamente ai wali che Dio investe di tale carica, e dovrà altresì astenersi dal confrontarli con altri o esitare. Per riconoscere coloro che Dio eleva ad imam e wali, vi sono alcuni accorgimenti:
a. Analizzare la loro prassi, via e metodo.
b. Confrontare le caratteristiche e i segni descritti dalle guide precedenti riguardo a quella successiva.
c. Richiesta di miracolo e ricerca di condizioni dell’imamato; facendo riferimento alla prassi e alla storia si possono ottenere delle informazioni riguardo alla sua vita; inoltre attraverso gli hadìth si possono ottenere le tradizioni tramandate dal Profeta (S) e in seguito quelle di ogni Imam (A) per poi riconoscere l’Imam (A) successivo. Gli Imam infallibili (A) sia in vita che dopo il martirio hanno compiuto dei miracoli. Questi fenomeni sovrannaturali sono talmente numerosi che non sono stati calcolati; in più, ogni ricercatore della verità può facilmente trovarne notizia.
Per tali motivi non esiste un limite minimo d’età per l’imamato. La maturità spirituale, sapienziale e intellettuale, in questo caso, può essere donata fin dall’infanzia da parte di Dio; questo può essere considerato uno dei miracoli che dimostrano il suo imamato, non un ostacolo.
Senza dubbio, con una cognizione superficiale, sarà difficile per grandi, sapienti, anziani e anche giovani, ecc., accettare la wilayah di un individuo più giovane d’età; pure per la gente comune accettare una tale wilayah non sarebbe come riconoscere quella di un altro individuo di età maggiore. La gente contemporanea degli Imam infanti (A) (l’imam Javad (A) a otto anni, l’imam Hadi (A) a nove anni e l’imam Mahdi (Aj) a cinque anni) non da meno avanzò domande e dubbi all’imam Ridha (A), pretendendo delle spiegazioni. Per esempio il seguente hadìth può essere utilizzato come testimonianza:
Da Hasan ibn Jahm è stato tramandato che: ‘Ero al cospetto dell’imam Ridha (A) ed era presente anche il nobile imam Javad (A) ancora bambino. Dopo una lunga conversazione, il nobile Ridha (A) mi disse: “O Hasan, se ti dicessi che questo bambino sarà il tuo imam, cosa risponderesti?” Replicai: “Sono al tuo servizio, ciò che dici tu, lo dico anch’io”. L’Imam (A) confermò: “Ciò che hai detto è giusto”, quindi scoprì la spalla del nobile Javad (A) e mi mostrò un simbolo simile a due dita e aggiunse: “Il nobile Musa ibn Ja’far (A) aveva un simbolo simile nella stessa parte del corpo”’.
È stato tramandato che pure una persona di nome Mahmudi narrò quanto segue: ‘Mi trovavo a Tus presso il nobile Ridha (A). Uno dei suoi compagni migliori chiese: “Se dovesse capitarti una disgrazia, chi sarà imam dopo di te?”. Il nobile Ridha (A) gli prestò la propria attenzione e rispose: “Dopo di me per la questione dell’imamato dovete rivolgervi a mio figlio, il nobile Javad (A)”. Egli domandò: “Gli anni dell’imam Javad (A), non sono pochi? L’imam Ridha (A) replicò: “Dio investì il nobile Gesù figlio di Maria (A) del grado di profeta quando era più piccolo dell’Imam Muhammad Taqi (A)”[2]’.
A causa di alcuni problemi, certi sciiti, all’epoca dell’imam Ridha (A), nonostante queste chiare prove cercarono di conoscere l’imam successivo. Alcuni andarono presso Abdullah ibn Musa (A), il fratello dell’imam Ridha (A), ma poiché non erano disposti ad accettare il suo imamato senza prima aver appurato la sua situazione, alcuni lo misero alla prova rivolgendogli delle domande e quando videro che era incapace di rispondere lo lasciarono.[3] Ciò che è importante è questa manifestazione divina che deve trovarsi nello scibile degli imam. Costoro rispettarono questo principio con tutti gli imam, ponendo loro diverse domande e solamente una volta sicuri che erano in grado di rispondere a queste domande (nonostante la presenza di chiare prove), venivano riconosciuti come imam infallibili da parte degli sciiti.[4] Anche gli Imam infanti non erano esclusi da ciò e venivano provati dai grandi sciiti per accertare la loro capacità scientifica e taumaturgica.
Dall’altra parte i nemici degli Imam (A), che aspettavano sempre l’occasione propizia per mettere da parte gli Imam (A) e allontanare gli sciiti da loro, approfittarono di questa loro peculiarità e organizzando una giuria di sapienti vollero utilizzare la giovane età come pretesto per allontanarli del tutto dalla scena. Tuttavia con i loro sforzi non fecero altro che umiliarsi, dato che dimostrarono ancor più la loro (degli Imam) dignità di fronte a tutti i sapienti contemporanei.[5]
Oltre a tutto ciò, coloro che conoscono il Corano e le storie dei Profeti (A), sanno altresì che alcuni profeti giunsero al grado di profeta, e anche d’imam, in giovane età, come Gesù (A)[6], Giovanni Battista (A)[7], ecc. Quando invece la maggior parte dei Profeti (A) raggiunse questo livello a quarant’anni o più.
Questa dev’essere quindi considerata una questione che riguarda la saggezza e la sapienza divina, e per riconoscere chi possiede un tale grado bisogna affidarsi alle prove e testimonianze. Come dice il Sacro Corano: “Di’: “O Allah, Sovrano del regno, Tu dai il regno a chi vuoi e lo strappi a chi vuoi, esalti chi vuoi e umili chi vuoi. Il bene è nelle Tue mani, Tu sei l’Onnipotente”.[8] Sempre il Corano replicando al dubbio del popolo di Israele dice: “E disse il loro profeta: “Ecco che Allah vi ha dato per re Saul”. Dissero: “Come potrà regnare su di noi? Noi abbiamo più diritto di lui a regnare, e a lui non sono state concesse ricchezze!”. Disse:” In verità Allah lo ha scelto tra voi e lo ha dotato di scienza e di prestanza”. Allah dà il regno a chi vuole, Egli è immenso, sapiente. E disse il loro profeta: “Il segno della sovranità sarà che verrà con l’Arca”[9].
In conclusione l’imamato dell’Imam del Tempo (Aj) in età precoce è normale e razionale.

Fonti per approfondire l’argomento:
1. Fazel Javad, Ma’sumin-e chahardah ganeh.
2. Pishvay Mahdi, Sire-ye Pishvayan, pp. 531-555.
3. Najafi Mohammad Javad, Setaregan-e Derakhshan, vol. 11, pp. 22-25 e vol. 14, pp. 67-69.
4. AA. VV., Ma’aref-e eslami, vol. 2, Ma’aref (Nahad-e Rahbari dar daneshgah-ha), pp. 122 e 123.
5. Qomi sheikh Abbas, Montaha al-Amal, pp. 943-955.
6. Ja’farian Rasul, Hayat-e Fekri va Siasi-e Emaman-e Shi’eh (A), Ansarian, 1381, Qom, pp. 472 e 473.
7. Ameli Ja’far Morteza, traduzione Hosseyni seyyed Mohammad, Zendegani-e Siasi-e Emam Javad (A), pp. 68-109.
[1] Cfr.: Indice: Il significato di Wilayah, domanda 128.
[2] Najafi Mohammad Javad, Setaregan-e Derakhshan, vol. 11, (Sargozasht-e hazrat-e emam Mohammad-e Taqi), pp. 24 e 25.
[3] Ja’farian Rasul, Hayat-e Fekri va Siasi-e Emaman-e Shi’eh (A), pag. 473.
[4] Ivi, p. 474.
[5] Cfr.: Sheykh Abbas Qomi, Montaha al-Amal, pp. 943-955; Ameli Ja’far Morteza, traduttore Hosseyni seyyed Mohammad, Zendegani-e Siasi-e Emam Javad (A), pp. 68-109.
[6] Sacro Corano, 19:26-34.
[7] Sacro Corano, 19:12-15.
[8] Sacro Corano, 3:26.
[9] Sacro Corano, 2:247.
Fonte: islamquest.net

I doveri di un muntazir – Prima parte

Un muntazir è colui che è in attesa della manifestazione dell’imam Mahdi (aj) e perciò si comporta e si impegna in modo da favorirne la manifestazione il più presto possibile.

Il valore e il merito dei muntazir

Ci sono vari hadìth che citano il valore e il merito dei muntazir, per esempio l’imam Sajjad (a) disse:

“La gente del tempo dell’occultazione dell’imam Mahdi (aj), coloro che credono nel suo imamato e sono in attesa della sua manifestazione, è migliore della gente di qualsiasi tempo, poiché Iddio l’Altissimo ha donato loro intelletto, comprensione e sapienza tale, che per loro l’occultazione dell’Imam (aj) è come vederlo …”.[1]

Egli inoltre affermò:

“Chiunque durante l’occultazione del no stro Qaim (aj) rimanga saldo nell’amore verso di noi, Dio gli donerà la ricompensa di mille martiri di Badr e Uhud”.[2]

Il Profeta (s) disse riguardo a coloro che sono veri muntazir:

“Essi sono i miei amici e i più nobili della mia Ummah”.[3]

I doveri del muntazir riportati negli hadìth si dividono in due parti: i doveri generali, cioè quelli che non riguardano solo il tempo dell’Occultazione, citati comunque per la loro importanza; e i doveri specifici del tempo dell’Occultazione.

I doveri generali

1. Conoscere il proprio Imam (a)12-00-m-1743

In qualsiasi tempo è dovere del musulmano conoscere il proprio Imam (a), l’imam Sadiq (a) disse a uno dei suoi compagni:

“Conosci il tuo Imam, ché se lo conosci, non ti recherà danno l’anticipazione o il ritardo della Manifestazione”[4].

È solo conoscendo la propria guida che è possibile obbedirle, così la presenta l’imam Ridha (a): “L’Imam è il custode divino presso le Sue creature, è la Sua prova tra i Suoi servi, è il Suo califfo nelle Sue terre, è colui che invita a Dio, difende i diritti obbligatori che i Suoi servi Gli devono. L’Imam è purificato dai peccati, immune da difetti, tutta la Scienza gli appartiene ed è conosciuto per la sua pazienza. L’Imam dà ordine alla religione e dona cospicuità ai musulmani, fa adirare gli ipocriti e sopprime i miscredenti. L’Imam è l’unico del suo tempo. Nessuno può raggiungere il suo livello, nessun sapiente lo può eguagliare e nessuno lo può sostituire o somigliargli. Tutte le qualità gli appartengono, senza che le abbia chieste: infatti questo è un privilegio concessogli da Colui che dona grazia…”[5].

(continua…)


[1] Shaykh al-Saduq, Kamal al-Din wa tamam al-nimah, vol. 1, pag. 319, hadìth 2.

[2] Ivi, vol. 1, pag. 323, hadìth 6.

[3] Ivi, vol. 1, pag. 286, hadìth 3.

[4] Shaykh al-Kulayni, al-Kafi, vol. 1, pag. 371, hadìth 2.

[5] Ivi, vol. 1, pag. 201.

Alcuni dei famosi soprannomi dell’Imam (aj)

Baqiyyatullah: L’imam Sadiq (a) disse: “Quindi quando tornerà , si riuniranno insieme a lui (aj) 313 persone, ed egli reciterà questo versetto presso la Ka’bah: ‘Baqiyyatullah è meglio per voi se sarete credenti’[1]. Allora dirà: ‘Sono io Baqiyyatullah e la hujjah di Dio e il suo vicario’”.

Qa’im: Questo è uno dei soprannomi che fanno particolare riferimento all’imam Mahdi (aj). Alcuni sapienti ritengono che esso sia il suo soprannome nello Zabur (il libro del profeta Davide).

Esso significa colui che è pronto per obbedire all’ordine divino, poiché egli giorno e notte è pronto qualora Allah gli ordinasse di manifestarsi.

Shaykh Mufid riporta che l’imam Ridha (a) disse che lo chiamano Qa’im poiché egli è colui che insorgerà per la Verità.

12-00-0268Inoltre chiesero all’imam Baqir (a): “O nipote del Profeta (s)! Non siete forse tutti voi (imam) qa’im per la Verità?”.

Rispose di sì, quindi gli chiesero: “Allora perché è l’imam Mahdi (aj) ad essere chiamato Qa’im?”. Egli spiegò: “Quando il mio antenato, l’imam Husayn (a), divenne martire, gli angeli incominciarono a piangere e chiesero a Dio se fosse rimasto indifferente di fronte al martirio del suo prescelto, nipote del Suo Profeta (s) e migliore fra le Sue creature. Quindi Allah rivelò agli angeli: ‘O angeli! Calmatevi, giuro sulla Mia Magnificenza che mi vendicherò, anche se fra molto tempo’, quindi Dio tolse i veli e mostrò le luci degli Imam (a) figli dell’imam Husayn (a) agli angeli, che si rallegrarono, allora videro una di queste luci in piedi dedita all’orazione, Dio disse: ‘Costui che è in piedi (uno dei significati di qa’im) si vendicherà di lui’”.

Mudhtarr: L’imam Sadiq (a) disse che il famoso versetto 62 della sura Naml si riferisce all’imam Mahdi (aj): “Non è Lui che risponde quando l’affranto (mudhtarr) Lo invoca, Che libera dal male e Che ha fatto di voi luogotenenti sulla terra?”. In un altro hadith egli disse: “Quando si manifesterà il Qa’im (aj), entrerà nella Sacra Moschea della Mecca, reciterà una preghiera di due raka’h, quindi dirà alla gente: ‘O gente! Io sono il più simile degli uomini ad Adamo (a). Io sono il più simile degli uomini ad Abramo (a). Io sono il più simile degli uomini ad Ismaele (a). Io sono il più simile degli uomini a Muhammad (s). Allora alzerà le mani verso il cielo e supplicherà Dio e a ciò fa riferimento Dio nel Corano nel versetto: Non è Lui che risponde quando l’affranto…’”.[2]


[1] Corano 11:86.

[2] L’intero testo è un riassunto tratto dal libro “Najm al-thaqib”.

I consigli dell’ayatullah Nokhodaky
L’ayatullah Hajj Shaykh Hasan Alì Nokhodaky fu uno dei sapienti che ebbe l’onore di incontrare l’imam Mahdi (aj), di seguito i suoi consigli per poter rafforzare il nostro rapporto con Dio e l’imam Mahdi (aj):
1. Evitare seriamente di commettere peccati, altrimenti ogni sforzo compiuto non solo sarà inutile, ma addirittura potrà causare l’allontanamento da Dio.
2. Pregare appena viene recitata l’azan.
3. Essere al servizio dei servi di Dio e cercare in ogni modo possibile di aiutarli ad ottenere ciò di cui hanno bisogno. Non bisogna mai pensare che aiutare gli altri ci impedisca di dedicarci al nostro lavoro, adorazione e studio giornalieri.
4. Rispettare ed essere al servizio dei sayyid.
5. Dedicarsi allo studio.
L’imam Hasan al-Askari (a), l’undicesimo Imam, nacque a Medina l’8 di rabiyy al-thani nell’anno 232 dell’egira.
Dalle tradizioni del Santo Profeta (S), i regnanti dell’epoca sapevano che sarebbe apparsa una persona chiamata Mahdi che avrebbe riempito la terra di giustizia e temevano che fosse l’undicesimo Imam (a). Per questo motivo il re Mu’tamid lo teneva costantemente sotto controllo. Fece poi avvelenare l’Imam (a.s.) l’8 di rabbi-awwal nell’anno 260 dell’egira; fu sepolto a Samarra vicino alla tomba di suo padre. L’undicesimo Imam (a) aveva un solo figlio che presentò ai fedeli sciiti come suo successore e ultimo Imam. L’aveva sempre tenuto nascosto e per questo Jafar, il fratello dell’undicesimo Imam (a), si proclamò suo successore e decise di recitare la preghiera per il funerale. Non ebbe neanche il tempo di iniziare che dalla folla, tra lo stupore generale, avanzò un fanciullo che assomigliava all’imam Hasan al-Askari e prendendol’abito di Jafar disse: “Zio, non devi condurre la preghiera. Io sono più meritevole di te e ho più diritto di recitare la preghiera del funerale sulla tomba di mio padre”. Dopo la preghiera, il ragazzo rimase nascosto e i soldati non riuscirono più a trovarlo.

L’undicesimo Imam (a) disse: “Il peggior musulmano è quello falso ed ipocrita che elogia i suoi fratelli di fede in loro presenza e poi li calunnia in loro assenza”.

Nella du’a Nudbah recitiamo:
این الطالب بدم المقتول بکربلاء؟
Dov’è colui che vendicherà il sangue versato del martire di Karbalà?
Nell’avvenimento di Ashurà, due persone hanno avuto ruoli molto importanti, l’Imam Husayn (a), nel portare a compimento il sacrificio suo e dei suoi compagni, e la nobile Zaynab (a) nel raccontare e diffondere la storia di questo avvenimento.
Infatti se Zaynab (a) non avesse fatto ciò, certamente la storia di Ashurà sarebbe stata alterata o dimenticata.

In qualsiasi avvenimento, le persone più religiose svolgono un ruolo importante e decisivo poiché, essendo più vicine alla perfezione, hanno più influenza sul Creato.
L’uomo e la donna hanno la stessa predisposizione a raggiungere la perfezione e possono aiutarsi a vicenda nel miglioramento della società, così com’è successo a Karbalà, nella Rivoluzione Islamica dell’Iran e così come insha’allah accadrà con la venuta dell’Imam Mahdì (aj).
Anche le donne, come gli uomini, si chiedono: cosa succederà quando verrà l’Imam Mahdì (aj)? Come sconfiggerà tutti gli oppressori?
Chi lo aiuterà e le donne come potranno aiutarlo?
Le donne hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’Islam, per esempio partecipavano alle guerre curando i feriti, occupandosi del cibo per i soldati e in generale prendendosi cura di loro, come Nusaybah nella guerra di Uhud.
Ora ci chiediamo, le donne che ruolo avranno nel governo dell’Imam Mahdì (aj)?
Chi e quante saranno?
Le prime donne che si uniranno all’Imam Mahdì (aj) saranno cinquanta dei trecento tredici compagni dell’Imam (a), che lo raggiungeranno alla Mecca, al suo avvento.
Il secondo gruppo sarà formato da quattrocento donne che Dio ha riunito in Cielo e che faranno ritorno con il profeta Gesù (a), con l’avvento dell’Imam Mahdì (aj).
Il terzo gruppo saranno donne che verranno resuscitate per aiutare l’Imam Mahdì (aj), insieme a loro saranno resuscitati altri personaggi importanti come l’Imam Alì (a) e l’Imam Husayn (a).
Negli hadith si dice che queste donne saranno tredici, e si conosce la storia di otto di queste.
Sianah Mashitah
Questa nobile donna era la parrucchiera della figlia del Faraone che, segretamente, si era convertita alla religione del profeta Mosè (a). Un giorno, mentre stava pettinando i capelli della figlia del Faraone, le cadde il pettine e involontariamente pronunciò il nome di Dio. La fanciulla chiese:”Hai forse chiamato mio padre?”. Ella rispose:”No, bensì ho pronunciato il nome del Creatore di tuo padre”.
La ragazza raccontò l’avvenimento a suo padre, il Faraone, che fece chiamare Sianah e le chiese: “Tu non mi consideri il tuo dio?”. Ella rispose: “Mai! Io credo solo nel Dio Unico e Vero”.
Il Faraone fece accendere un grande forno e vi fece gettare i figli della donna, uno ad uno.
Stavano per gettare l’ultimo e il più piccolo dei figli, che la donna fu tentata di negare la sua fede, ma il piccolo miracolosamente le disse: “Madre, porta pazienza, che tu sei dalla parte della verità!”.
Quindi il piccolo fu gettato nel forno con la madre. Dio la resusciterà per permetterle sia di aiutare l’Imam Mahdì (aj), sia di vendicarsi dei seguaci del Faraone.
Sumayyah, la madre di Ammar Yasir
Questa nobile donna fu catturata insieme al marito da Abu Jahl, nemico del Profeta (s) e dell’Islam. Egli li legò sotto il sole e fece indossar loro un’armatura di ferro. Tutte le volte che il Profeta (s) passava vicino a loro, diceva: “Abbiate pazienza che vi è stato promesso il Paradiso!”.
Nusaybah, figlia di Ka’b Maziniyyah
Questa nobile donna partecipò a molte guerre a fianco del Profeta (s), prendendosi cura dei feriti. Nella guerra di Uhud, quando i musulmani stavano scappando, Nusaybah difese il Profeta (s) e le furono inferte molte ferite.
Il Profeta (s) disse al figlio di questa nobile donna: “Oggi la posizione di tua madre è più elevata di quella degli altri soldati”.
Ummul-Ayman
Anche questa nobile donna si occupò dei feriti di guerra. La nobile Zahrà (a) la prese come testimone per dimostrare che la terra di Fadak le era stata donata dal padre.
Ummul-Khalid
Questa nobile donna era vissuta durante l’imamato dell’Imam Sadiq (a) e le avevano tagliato una mano, accusandola di essere sciita.
Zubaydah
Probabilmente si fa riferimento a Zubaydah, moglie del califfo abbaside al-Harun, il quale, quando scoprì che era sciita, giurò di divorziare da lei.
Si racconta che questa nobile donna avesse cento serve, sempre impegnate a imparare a memoria il Corano.
Habbabah Walibiyyah
Questa donna visse durante l’imamato di ben otto Imam e l’Imam Zaynul-’abidin e l’Imam Ridhà (a) le restituirono la giovinezza.
Qinwa
Questa nobile donna era una delle seguaci dell’Imam Sadiq (a) e assistette al taglio delle mani e dei piedi del padre (Rushayd Hajarì) da parte di Ubaydullah ibn Zyad.
Il quarto gruppo sarà formato da donne morte prima del ritorno dell’Imam Mahdì (aj), a cui verrà chiesto se vogliono essere resuscitate per combattere a fianco del loro Imam (a).
A questo proposito l’Imam Sadiq (a) disse:
“Chiunque legga per quaranta mattine il du’à ahd, sarà tra i compagni dell’Imam Mahdì (aj) e se morirà prima del suo avvento, verrà resuscitato”.
Una delle condizioni per poter essere presenti durante il ritorno dell’Imam Mahdì (aj) è di rimanere in attesa del suo ritorno.
Ciò significa prepararsi al governo del Mahdì (aj), combattendo ogni tipo di oppressione e di corruzione.
Care sorelle, se volete essere tra i compagni dell’Imam Mahdì (aj)…se volete essere uno dei 313 compagni che lo raggiungeranno per primi… se volete essere tra coloro che saranno riuniti in cielo da Dio…se volete essere tra coloro che saranno resuscitati per combattere a fianco del loro Imam (aj)… allora giurategli fedeltà fin da adesso e rafforzate il vostro rapporto con lui e comportatevi come lui vuole.
Sappiate che l’Imam Mahdì (aj) non prosegue altro che la strada dei suoi antenati, il Profeta (s) e l’Imam Alì (a).

Alcune considerazioni sull’avvento dell’Imam Mahdi (aj) – Lo stato
Il fine di ogni gruppo religioso è quello di formare uno stato basato sulle regole della propria religione e tale è anche lo scopo dell’Islam.
Il Profeta (s) compì molti sforzi per formare uno stato islamico a Medina, ma dopo la sua morte, solo in pochissimi casi i governanti musulmani rispettavano le regole religiose.
In alcune tradizioni è riportata la condizione degli stati prima della formazione dello Stato del Mahdi (aj):
a) Le tirannie:
Ibn °Umar disse: “Nel periodo precedente alla venuta del Mahdi (aj) coloro che avranno beni e prole, a causa della pressione degli oppressori, desidereranno la morte”.[1]
Un punto da notare è che i musulmani non solo subiscono l’oppressione degli stati stranieri, bensì anche dei propri governi.
A tal proposito, il Profeta (s) disse: “Nell’era estrema (prima della venuta del Mahdi-aj) i musulmani saranno oppressi dai loro stessi governanti, tale che la terra con tutta la sua vastità sarà percepita come una prigione”.[2]
In un’altra tradizione egli (s) disse: “Dopo di me regneranno i califfi, e dopo di essi gli emiri, in seguito i principi, poi gli oppressori: sarà allora che il Mahdi (aj) farà la sua comparsa”.[3]
b) I membri dei governi:
Il Messaggero di Dio (s) disse: “Verrà un tempo in cui i governanti saranno tiranni, i loro rappresentanti traditori, i giudici corrotti e i ministri oppressori”.[4]
c) La partecipazione delle donne nei governi:
L’Imam Alì (a) disse: “Verrà un tempo in cui gli uomini corrotti giungeranno al potere e le persone giuste si indeboliranno”. Gli fu chiesto: “Quando succederà ciò?”. Rispose: “Quando le donne e i giovani otterranno l’autorità”.[5]
d) L’instabilità degli stati:
Uno stato è in grado di servire i propri cittadini solo quando è stabile da un punto di vista politico.
L’Imam Sadiq (a) disse: “Come vi comporterete quando rimarrete senza un Imam che vi guidi, senza scienza e sapienza? Questa sarà una prova per voi e allora i buoni si distingueranno dai cattivi. Sarà il tempo in cui un governo salirà al potere la mattina per poi essere rovesciato la sera”.[6]

[1] Ibn Tawus, Malahim, pag. 77
[2] °Aqduddurar, pag. 333
[3] °Aqduddurar, pag. 43
[4] al-Mu°jamulkabir, vol. 22 pag. 375
[5] Shajarì, Amalì, vol. 2 pag. 228
[6] Ibn Tawus, Malahim, pag. 60