L’imam Khomeini (r.a.) disse riguardo alla donna: “La donna è un essere umano, un grande essere umano. Ella è l’educatrice della società. È nel suo grembo che vengono educati gli uomini e le donne… Il destino dei paesi è in mano alla donna. La donna, educando se stessa, cresce persone giuste e, sempre educando se stessa, dà vita al proprio paese. La donna dev’essere la fonte di tutte le felicità”.
I SEGNI DI DIO NEL CORPO UMANO
L’occhio – Il Corano dice nel versetto 8 della sura Balad: “Non abbiamo dato due occhi all’uomo?” Se prestate attenzione alla struttura del vostro occhio, giungerete alla conclusione che anche le macchine fotografiche più avanzate non gli sono paragonabili. Le macchine fotografiche avanzate sono pesanti e l’occhio è molto leggero. Nelle macchine fotografiche la pellicola deve essere sostituita regolarmente, mentre l’occhio non ne ha bisogno. Le macchine fotografiche devono essere regolate, al contrario l’occhio si regola in modo automatico.
Dio ha disposto per l’occhio sei strutture che svolgono una funzione protettiva, una protezione all’interno dell’occhio che è chiamata lacrima, poiché l’occhio è composto di un materiale simile al grasso ed il grasso è conservabile con l’acqua salata, anche la lacrima è salata. Un’altra protezione sono le ciglia, e la terza sono le palpebre. La quarta protezione sono le sopracciglia e la quinta le pieghe della fronte che impediscono al sudore di entrare nell’occhio.
L’ultima protezione è il naso e le ossa intorno all’occhio che lo proteggono all’interno del bulbo oculare.
Non vi siete mai chiesti in che modo la struttura dell’occhio che cattura le immagini si coordina con la luce, e la pupilla automaticamente, alla presenza di molta luce si rimpicciolisce mentre se è poca si allarga, e le palpebre e le sopracciglia come regolano la luce e poi la inviano a questa struttura?
E in che modo l’occhio si mescola con la secrezione salina e la bocca con la saliva (che è dolce) e in che modo queste due secrezioni si adattano rispettivamente all’occhio e alla bocca?
La lingua- Un piccolo organo con grandi doveri. Aiuta l’uomo sia nel gustare i cibi, sia nella loro deglutizione e soprattutto è coinvolta nell’articolazione del linguaggio e grazie al proprio movimento preciso produce molteplici lettere e suoni, e, con la velocità idonea, pronuncia parole e frasi.
Le labbra- Il Corano dice: “O uomo! Non ti abbiamo forse dato due labbra?”. Tra le due labbra, è collocata la bocca e noi uomini tramite questa succhiamo, beviamo e mangiamo, respiriamo, espelliamo anidride carbonica e parliamo. A proposito, se la progettazione di tutte queste azioni fosse stata fatta dai nostri esperti, cosa avrebbero combinato? Forse avrebbero riempito la nostra testa di buchi e ventole affinché potessimo eseguire tali azioni?!
Il naso- Il naso respirando esegue tre azioni: cattura la polvere dell’aria, trasforma l’aria fredda in calda e quella secca in umida, se non facesse ciò i polmoni si irriterebbero.
L’orecchio- Il coordinamento presente tra l’orecchio e le onde sonore dimostra che il loro creatore è lo stesso. La forma particolare dell’orecchio ci aiuta a distinguere la provenienza dei suoni.

I consigli dell’Imam Rizà (a)
· Non mangiare uova e pesce insieme
· Non mangiare troppa cipolla
· Non fare il bagno a pancia piena
· Non mangiare troppe uova
· Non mangiare troppi fichi
· Non bere acqua fredda dopo aver mangiato dolci
· Non trattenere l’urina
· Non bere acqua durante i pasti
· Mangiare tre cucchiai di miele al giorno in inverno è utile per combattere il raffreddore
· Per curare il raffreddore in estate è utile evitare di esporsi al sole e mangiare un cetriolo al giorno
· Andare in bagno prima di andare a dormire
· Fare gargarismi con un po’ di aceto dopo aver mangiato dolci

Il miglior neonato descritto dalla miglior persona
Jabir ibn Abdullah Ansarì, fedele compagno del Profeta dell’Islam (s), racconta: “Ho chiesto al nobile e caro Profeta (s) riguardo alla nascita del nobile Alì ibn Abutalib (a). Il caro Profeta (s) mi rispose: – Hai chiesto del miglior neonato che, dopo di me, è nato secondo la tradizione del nobile profeta Gesù (a)!
Dio l’Altissimo ha creato me e Alì da una luce, cinquanta mila anni prima della creazione dell’uomo. Noi glorificavamo e santificavamo sempre Dio, nel momento che Dio il Creatore, creò il nobile profeta Adamo (a), ripose la nostra luce nei lombi di Adamo (a). La mia luce fu riposta nel lato destro e la luce di Alì (a) nella parte sinistra. In seguito dai lombi di Adamo (a) fu trasferita nei corpi puri e sacri di altri, fino a quando la mia luce comparve nel corpo di un uomo puro, cioè °Abdullah ibn °Abdulmuttalib mio padre, e fu deposta nel miglior utero, cioè quello di Amina (a). Anche la luce di Alì (a) apparve nel corpo di un uomo puro, cioè Abutalib, e fu deposta nel miglior utero, cioè quello di Fatimah bint-ul-Asad.
Il Profeta proseguì:
-Jabir! Prima che la luce di Alì (a) fosse trasferita dai lombi del padre nell’utero della madre, un monaco di nome al-Muthrim ibn Du°aib ibn al-Shiqtam, che viveva al tempo di Abutalib ed era conosciuto per la sua adorazione di Dio, infatti, adorò Dio per centonovant’anni e non Gli fece mai nessuna richiesta; solamente a quest’età Gli chiese di mostrargli il suo rappresentante.
Dio l’Altissimo accettando la richiesta di questo suo adoratore, inviò il nobile Abutalib presso di lui. Nel momento che al-Muthrim vide Abutalib, si alzò, baciò la sua testa e lo fece sedere accanto a sé.
In seguito gli chiese: “Che Dio ti benedica, tu chi sei?”
Abutalib rispose: “Un uomo della gente di tahamah[1]”.
Chiese nuovamente: “Da che parte di tahamah?”. Rispose: “Dalla Mecca”.
Chiese un’altra volta: “Di quale tribù?”. Rispose: “Della tribù di Abdumanaf”.
Chiese: “Di quale tribù di Abdumanaf?”. Rispose: “Dei Bani Hashim”.
Il monaco si alzò, baciò per la seconda volta la sua testa e disse: “La lode e la devozione appartengono a Dio che ha accettato la mia richiesta e prima della mia morte mi ha mostrato il Suo rappresentante”.
In seguito disse ad Abutalib: “O Abutalib, ci sono delle buone notizie per te! Poiché Dio l’Altissimo mi ha fatto una rivelazione il cui contenuto non conosci”.
Abutalib chiese: “Quali sono queste buone notizie?”.
Al-Muthrim rispose: “Nascerà un figlio da te che sarà la guida da parte di Dio il Benedetto e l’Altissimo, egli sarà la guida dei virtuosi e il successore del Profeta (s) del Dio dei Mondi. Se lo vedi salutalo da parte mia e digli: − Al-Muthrim ti invia i suoi saluti e testimonia che non c’è Dio all’infuori dell’unico Dio e che non ha nessun simile, e che Muhammad (s) è il suo servo e profeta e tu sei il legittimo successore. Muhammad (s) è il sigillo dei Profeti (a) e tu sei il sigillo dei successori dei Profeti (a)!”.
Abutalib quando sentì queste buone notizie pianse dall’entusiasmo e dalla felicità. Abutalib chiese il nome di questo figlio, il monaco rispose Alì (a).
Successivamente Abutalib disse: “Non posso credere alla veridicità del tuo discorso, a meno che tu non abbia una chiara prova!”.
Il monaco disse: “Vuoi che proprio adesso chieda a Dio di concederti una grazia proprio qui, affinché sia un segno della veridicità delle mie parole?”.
Abutalib disse: “Proprio adesso chiedi a Dio di inviarci dei cibi paradisiaci”. Il monaco incominciò a pregare, non aveva ancora terminato la sua supplica che una gran quantità di frutta paradisiaca comprendente uva, melograno e datteri apparve di fronte a loro! Abutalib prese un po’ di melograno del Paradiso e con gioia si diresse verso casa. Mangiò il melograno e in seguito Fatimah bint-ul-Asad rimase incinta, quindi nacque l’imam Alì (a).
[1] Relativo alla Mecca e alle città meridionali dell’Arabia Saudita.
Perché l’hijab?
Introduzione

La religione islamica e ogni altro tipo di religione sono divise in due parti:
- una riguarda gli ideali sulle realtà dell’Universo, per esempio: qual è la vera natura umana? Chi è Dio? Esiste un altro mondo? Chi sono i Profeti (a)? Qual è la verità di questo Mondo e qual è il suo rapporto con l’Aldilà? Le risposte a queste domande formano l’ideologia di una religione, ed esse devono essere ragionevoli e logiche. Il valore di una religione si basa su quanto queste risposte siano ragionevoli e l’Islam insiste sul fatto che il credo sia basato sulla ragione, infatti, conoscere Dio basandosi sull’imitazione pedissequa della conoscenza di altri non ha alcun valore.
- l’altra parte riguarda le regole e la sharia di una religione, che logicamente devono essere in armonia con l’ideologia, altrimenti, se fossero in contraddizione, quest’ideologia scomparirebbe. Quindi, se per esempio la nostra religione ci dice di credere in Dio, le sue leggi devono essere in armonia con questo credo e non in contraddizione (per esempio proibirci di adorare Dio).

Adesso vogliamo discutere di queste leggi o sharia. Abbiamo detto che queste regole devono essere in armonia con l’ideologia su cui si basano. È vero che noi dobbiamo accettare un’ideologia con la nostra ragione e generalmente quest’ideologia è comprensibile e giudicabile dalla ragione, però tutto ciò che compone quest’ideologia si può comprendere con la ragione? No, in realtà la ragione può comprendere solo le linee generali del credo in Dio, nei Profeti (a) e nell’Aldilà, e non può capire il rapporto preciso che esiste fra Dio, l’uomo e il Mondo. Quindi la nostra ragione può giudicare solo in questi limiti.
Quindi, logicamente, noi possiamo giudicare con la ragione solo quelle leggi generali che sono in armonia con questi ideali che la ragione può capire, come: la giustizia deve esserci, bisogna servire Dio, non dev’esserci oppressione…
Anche se la ragione è il bene più grande che Dio abbia dato all’uomo, però ha valore solo quando viene utilizzata nei suoi limiti, non al di fuori di essi (come quello della rivelazione).
Lasciando un attimo da parte il fatto che la sharia sia stata rivelata e vada al di là delle capacità di comprensione della ragione, che quindi non può giudicare a questo riguardo, nemmeno le leggi umane possono essere difese dalla ragione. Per esempio in alcuni paesi per l’omicidio, il colpevole viene condannato a morte, in altri all’ergastolo, in altri ancora, a vent’anni di prigione. Questa differenza è dovuta al fatto che queste leggi non sono basate sulla conoscenza dell’Universo e delle sue realtà. Allora ci chiediamo perché non è stato condannato a ventitré anni o diciotto anni e un mese o…? Non è possibile dare una risposta che a sua volta non comporti altre obiezioni.
L’unico modo per sapere se una legge è giusta è domandarci con la ragione se:
- Colui che ha fatto queste leggi conosceva Dio, l’uomo e il Mondo e il rapporto tra essi?
- È possibile che il legislatore abbia secondi fini o si sia sbagliato?
- Dopo che ci siamo accertati delle due domande precedenti, siamo sicuri che quello che adesso noi abbiamo in mano sia la stessa legge stabilita dal legislatore?

Se le risposte a queste domande sono positive allora dobbiamo accettare qualsiasi legge della religione, anche se non possiamo comprenderla con la ragione o secondo l’opinione pubblica di un certo luogo o tempo venga considerata irragionevole, questo perché, generalmente, le leggi vanno al di là delle capacità di giudizio della ragione. Anche se ognuno di noi può, secondo la sua conoscenza, reale o presunta, dell’uomo, di Dio e del Mondo e del rapporto che c’è fra essi, dare delle spiegazioni o giustificazioni, reali o presunte. Per esempio i Profeti (a) possono giustificare le leggi e giudicarle, però quello che noi vogliamo dire sono solo supposizioni…
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Perché l’hijab?

Dio ha creato l’uomo e questi sente il bisogno innato di rimanere in vita e permettere al genere umano di non estinguersi. Per questi due scopi compie degli sforzi, va in cerca di cibo e acqua per rimanere in vita, per curarsi è pronto a bere sciroppi amari, poiché vivere è più dolce dell’amarezza di questo sciroppo.
Dio, poiché ama i suoi servi, ci ha dato il senso del gusto per apprezzare ciò che beviamo e mangiamo, inoltre ha creato dei cibi buoni, quando invece avrebbe potuto fare in modo che l’uomo, invece di godere di quello che mangia, soffrisse, provando disgusto, come quando beve uno sciroppo amaro per guarire.
Non bisogna esagerare nel godere del cibo, altrimenti si mette in pericolo la propria salute.
Allo stesso modo per la sopravvivenza del genere umano, l’uomo deve riprodursi e Dio Misericordioso ha fatto in modo che l’essere umano, per riprodursi, non solo non soffra, ma provi un grande piacere. Così, sia l’uomo che il genere umano continuano la vita in modo piacevole e ognuno cerca, secondo le proprie capacità fisiche e intellettuali, di raggiungere lo scopo della Creazione (cioè raggiungere la beatitudine eterna).
Il pericolo più grande per l’uomo è l’estinzione dell’umanità e la legge più importante di cui ha bisogno deve garantire la sopravvivenza del genere umano nel miglior modo (e poi, proibire azioni che attentano all’umanità di per sé, come l’omicidio…).
La sopravvivenza del genere umano è possibile solo attraverso il rapporto sessuale tra uomo e donna, che grazie alla bontà divina è accompagnato da un piacere inconfrontabile.
L’attenzione verso i piaceri sessuali e il godimento di questo dono divino devono rientrare nei limiti della “sopravvivenza del genere umano nel miglior modo”, poiché, tenendo troppo in considerazione questi piaceri, ci si può dimenticare non solo del genere umano, ma anche della propria salute. Inoltre dare troppa importanza ai piaceri sessuali può portare a malattie incurabili, morte o suicidio. Una moglie e un marito che vivono in un contesto dove ogni giorno vengono tentati sessualmente possono distruggere l’armonia famigliare, con il conseguente aumento della nascita di bambini di cui non si conosce il padre, come sta succedendo al giorno d’oggi.
Secondo ciò che abbiamo appena detto e gli insegnamenti divini, le tentazioni e i piaceri sessuali devono essere al servizio della sopravvivenza dell’umanità e del godimento lecito. Quindi l’unica base, accettata dalle persone giuste e dagli insegnamenti divini, su cui deve fondarsi il godimento lecito e la sopravvivenza dell’umanità è la famiglia. Perciò le tentazioni e i piaceri sessuali devono essere al servizio della famiglia e specifici di essa.
La diretta conseguenza del considerare i piaceri sessuali un bene da condividere è il comunismo e liberalismo sessuale, che creano scompiglio nelle famiglie e nella società.
Quindi se un uomo è affascinante, deve essere un piacere solo per la moglie e se una moglie è bella, deve essere un piacere solo per il marito. La donna non deve essere considerata un oggetto da prestare o un cartello pubblicitario solo perché Dio l’ha creata bella.
Una delle ragioni dei divorzi è la condivisione libera delle tentazioni sessuali e quindi l’aumento dei rapporti sessuali illeciti, che non vengono più tenuti nascosti, o il fatto che il marito o la moglie non siano soddisfatti sessualmente l’uno dell’altra, che quindi porta di nuovo a rapporti illeciti.
Siamo quindi arrivati alla conclusione che le tentazioni e i piaceri sessuali sono privati e devono essere al servizio della famiglia, però in che modo questo riguarda la questione dell’hijab? E perché la donna deve coprirsi più dell’uomo?
Questa questione riguarda le caratteristiche psicologiche diverse dell’uomo e della donna. Ogni uomo si rende ben conto del come trae piacere dalle tentazioni sessuali, troviamo ciò anche nella letteratura, nelle ricerche scientifiche e negli insegnamenti religiosi.
Infatti l’uomo prova molto piacere nel guardare e proprio per questo motivo Dio ha creato la donna affascinante e bella, affinché l’uomo potesse provare piacere nel guardarla.
Però l’uomo non è così affascinante come la donna, perché? Forse Dio ama solo gli uomini da aver creato per loro delle compagne così belle?!
Certamente no, il fatto è che la donna prova più piacere nell’essere toccata, che non nel guardare, quindi Dio ha creato il corpo dell’uomo in modo tale che avesse un effetto particolare su quello della donna.
Allora che cosa bisogna fare affinché le tentazioni sessuali siano limitate alla vita della coppia e la donna sia protetta dalla passione dell’uomo, che a volte può anche mettere in pericolo la sua vita?
O bisogna imprigionare la donna in casa, come facevano alcune tribù e civiltà passate. Oppure bisogna permettere la libertà e il comunismo sessuale, come proposero rispettivamente Freud e Platone, e nei quali l’Occidente si trova immerso. Altrimenti bisogna seguire gli insegnamenti divini del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’Islam, che limitano il piacere sessuale dell’uomo alla coppia, e ordinano alla donna di coprirsi.
Infatti, le donne, coprendosi più degli uomini, proteggono la loro dignità, senza rischiare di diventare la pubblicità di un prodotto, proteggono la famiglia e la società, proteggono la loro stessa vita, non indeboliscono la fede degli uomini, tentandoli, e possono tranquillamente studiare e lavorare nella società.
Invece agli uomini è proibito toccare le donne, in modo da non tentarle.
Così gli uomini (e le donne) possono sia godere della propria vita, senza però sprofondare nella libidine, sia raggiungere la beatitudine eterna.
Note:
- Il martire Mutahari tratta un’argomentazione molto interessante al riguardo all’inizio del suo libro “La questione dell’hijab”.
- Supponendo anche che tutto ciò che è stato detto sia sbagliato, che non lo è, poiché con la ragione siamo arrivati alla conclusione che l’hijab è un ordine divino, bisogna indossarlo, anche se tutta l’umanità fosse contraria. Infatti, l’umanità confrontata a Dio è niente.

Purificare gli oggetti diventati impuri (esempi pratici)
Un musulmano viene a casa nostra e suo figlio neonato urina sul suo vestito, la volta successiva che incontriamo questa persona con lo stesso vestito possiamo dedurre che lo abbia purificato e quindi possiamo considerare l’abito puro. (Regola dell’assentarsi di un musulmano)
Se laviamo dei vestiti diventati impuri in lavatrice o in una bacinella, quest’ultima si purifica attraverso la purificazione dei vestiti stessi. (Regola del taba°yyiat)
Se uccidiamo una zanzara ed esce del sangue da essa, questo è puro (a patto che non abbia appena punto una persona o un animale tale da poter dire che il sangue è ancora quello della persona o dell’animale). (Regola dell’intiqal)
La cenere di un legno impuro o l’aceto ottenuto dal vino sono puri. (Regola dell’istahalah)
Se un cane defeca su un muro, quest’ultimo si purifica attraverso la luce del sole a patto che le feci siano state pulite via e la parte impura del muro sia umida e si asciughi solo attraverso la luce diretta del sole. (Regola della purificazione attraverso il sole)
Se camminando pestiamo delle feci, le suole delle scarpe si purificano facendo 15 passi su un terreno (di terra) puro e asciutto, dopo aver pulito via le feci. (Regola della purificazione attraverso la terra)
Dua per qualsiasi malattia:
Sayyid ibn Tawus, che era uno dei più importanti sapienti sciiti, nel suo libro al-Aman consiglia di leggere questa dua, mettendo la mano sul punto che riguarda la malattia:
Uskun ayyuhalwaj°a wartahilissà°ata min hàdhal°abdidda°if, sakantuka wa rahaltuka billadhi sakana lahu mà fillayli wannahàr, wa huwassamì°u°alìm
Dua per il mal di testa:
L’imam Baqir (a) consiglia di inumidire la testa con la mano e dire sette volte:
A°ùdhu billahilladhì sakana lahu mà filbarri walbahr wa mà fissamàwàti wal’ard wahuwassamì°ul°alìm
Dua dopo lo starnuto:
Il Profeta (s) disse: “Chiunque dica questa dua dopo aver starnutito, Dio trasforma il suo starnuto in un uccello più grande della mosca e più piccolo dell’ape, che rimarrà sotto il Suo trono fino al Giorno del Giudizio e chiederà perdono per lui”.
Alhamdulillahi °alà kulli halin wa sallallahu °alà muhammadin wa àlihi ajma°ìn
Per il marito
Il Profeta (s) disse: “La moglie ha tre diritti: che il marito le procuri cibo per nutrirsi, abiti con cui vestirsi e che non abbia un comportamento rude con lei”.
Il Profeta (s) disse: “L’arcangelo Gabriele raccomandò così tanto riguardo al comportamento di un uomo con la propria moglie che giunsi quasi a credere che un uomo possa divorziare dalla propria moglie solo nel caso in cui ella compia adulterio”.
Il Profeta (s) disse: “Queste sono le parole di un uomo alla propria moglie: −Ti amo e sarai sempre nel mio cuore”.
Per la moglie
Il Profeta (s) disse: “Guai alla moglie che fa arrabbiare il proprio marito. Beata sarà la donna il cui marito sarà contento di lei”.
L’Imam Sadiq (a) disse: “Umm Salamah chiese al Profeta (s): ‘Qual è il merito di una donna che serve il proprio marito?’ Egli rispose: ‘Qualsiasi donna che alzi qualcosa nella casa del proprio marito per spostarla da un posto a un altro, godrà dell’attenzione di Dio e chiunque abbia l’attenzione di Dio non verrà mai punito’”.
Il Profeta (s) disse: “Se avessi ordinato a qualcuno di prosternarsi per qualcun’altro, avrei ordinato alla moglie di prosternarsi per il marito”.
Alcune considerazioni sulla sura Kauthar (sura 108)
Traduzione della sura: “Ti abbiamo dato Kauthar, per questo motivo prega Dio e sacrifica un cammello, sicuramente la discendenza di colui che ti derideva non avrà seguito”.
Questa sura fu rivelata in seguito alla morte del figlio del Profeta (s), °Abdullah, quando uno dei miscredenti meccani, sperando che la discendenza del Profeta (s) non avesse seguito e quindi neanche l’Islam, non essendoci un successore, lo derideva dicendo: “Tu non avrai una discendenza che continuerà la tua strada e quando morirai, sia tu che la tua strada (l’Islam) non avranno seguito”.
Questa sura era stata rivelata per tranquillizzare il Profeta (s) e rispondere a colui che lo derideva.
Prendendo in considerazione il contesto della sura e cioè:
- la morte del figlio del Profeta (s)
- il miscredente che deride il Profeta (s) che non avrà una discendenza
- Dio dà al Profeta (s) Kauthar
- non solo nella sura non si dice che la discendenza del Profeta (s) non avrà seguito (poiché gli è stato donato Kauthar), anzi che la discendenza di colui che lo ha deriso non avrà seguito
- Dio ha dato al Profeta (s) una figlia di nome Fatimah, i cui discendenti, nonostante fossero stati perseguitati dai califfi Omayyidi e Abassidi, fanno parte della discendenza più conosciuta, cioè quella di Fatimah (a) e dei Bani Hashim (la tribù del Profeta-s-)
Che cosa può essere Kauthar?
Spiegazione:
- Dio ha elargito molti doni al Profeta (s), il più importante dei quali è l’Islam;
- Dio in cambio dei doni, nemmeno per il dono dell’Islam, che ha dato al Profeta (s) non gli ha mai chiesto nessun tipo di ringraziamento simile a quello voluto in cambio di Kauthar;
- poiché il ringraziamento di un dono deve essere pari al valore del dono stesso, si può concludere che Kauthar è il più grande dono che Dio abbia dato al Profeta (s), perfino più importante dell’Islam;
- ciò è confermato anche dal versetto 67 della sura Maidah, dove Dio dice al Profeta (s), nel giorno di Ghadir, che se non trasmetterà la wilayah di Ali (a) è come se non avesse portato a termine la sua profezia, su cui concordano sunniti e sciiti;
- ed è anche confermato con la ragione, poiché ha più valore dare una luce guida per gli esseri umani (l’Islam), che in ogni momento può spegnersi a causa dei nemici, anche se Dio non permette ciò, o proteggere e dare un seguito a questa luce per tutto il corso della storia umana?
Fare una rivoluzione è facile, mantenerla viva è difficile, soprattutto una rivoluzione come quella dell’Islam, in cui il minimo cambiamento può sviare i musulmani, poiché Dio nel Corano dice al Profeta (s) che se osasse esprimere una sola idea personale a nome dell’Islam, lo ucciderebbe (vers.44-45-46, Haqqah ) e questa è la più seria delle minacce che Dio fa nel Corano, tra l’altro riferendosi al Profeta (s).
Quindi Kauthar è ciò che garantisce la continuazione della discendenza del Profeta (s) e dell’Islam vero, annulla la speranza dei miscredenti che l’Islam non abbia seguito ed ha quindi lo stesso valore dell’Islam. Infatti, Dio, in cambio di questo dono, chiede al Profeta (s) un grande ringraziamento e inoltre ordina ai musulmani di apprezzare il valore di questo dono, amando l’Ahlulbait (a) (vers.23, as-Shura), e sicuramente di ciò dovranno rendere conto i credenti nel giorno del Giudizio (vers.8, at-Takathur).
L’unico significato logico che può avere Kauthar che sia in accordo con la sura è Fatimah (a), senza prendere in considerazione questo significato non si può creare nessun tipo di legame tra la sura e il contesto in cui è stata rivelata.
L’educazione religiosa dei bambini
Perché è necessaria un’educazione religiosa dei bambini?
· Prima di tutto, un bambino che crede in Dio, ha qualcuno in cui sperare e a cui affidarsi nelle difficoltà. Quando i fratelli del profeta Giuseppe (a) lo abbandonarono nel deserto in un pozzo, egli aveva nove anni. Una carovana passò lì vicino e uno di loro disse agli altri: “Venite ad aiutare questo bambino solo!”, allora Giuseppe (a) disse: “Colui che ha Dio, non è mai solo!”.
· Inoltre, l’educazione religiosa del bambino colma di benefici i genitori stessi, infatti, egli cercherà di comportarsi in modo corretto con loro, poiché sa che Dio nel Corano dice: “Non dire accidenti a te! a tua madre e tuo padre” (Sura Isra’, vers. 23), e conosce l’hadith che dice: “È obbligatorio comportarsi bene con il padre e la madre, anche se sono miscredenti”[1]. Ciò sarà di beneficio per loro anche nell’aldilà. Un giorno il Profeta (s) stava passando dal cimitero di Baqì’ e a un certo punto disse ai propri compagni: “Accelerate il passo!”, tornando dallo stesso punto i compagni del Profeta (s) volevano di nuovo accelerare il passo, ma egli (s) disse: “Rallentate, all’andata un morto stava subendo un castigo e ora, al ritorno, gli è stato tolto il castigo, poiché ha un figlio che proprio adesso è andato dal suo insegnante e ha imparato la frase ‘ Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim’, quindi Dio ha tolto il castigo a suo padre”.
Quando è il momento migliore per incominciare l’educazione religiosa?
Bisogna iniziare l’educazione religiosa in modo indiretto quando il bambino è appena nato, recitando l’adhan nell’orecchio destro e l’iqamah nell’orecchio sinistro, l’imam Alì (a) disse che ciò che s’impara da bambini rimane impresso come un’incisione su un sasso.[2]
L’educazione diretta può incominciare dai due anni, quando il bambino incomincia ad avere un senso religioso, insegnando la frase ‘La ilaha illallah’, il saluto al Profeta (s), l’amore per la sua Famiglia (a), ecc.
Scegliere il momento e il luogo migliore per impartire gli insegnamenti religiosi
Bisogna stare attenti a non impartire gli insegnamenti religiosi in momenti in cui il bambino è stanco, affamato, svogliato, ecc., infatti, ciò non solo sfavorisce l’insegnamento, ma può anche causare un’eventuale ripugnanza del bambino verso di essi.
Per esempio il momento in cui gli si dà un regalo può essere l’occasione giusta per insegnargli a ringraziare Dio. Quando si va in gita al mare o in montagna si può fargli notare il potere divino presente nella creazione. Insegnare ciò al bambino nei momenti in cui è felice fa sì che gli rimangano impressi meglio.
Metodi per favorire l’insegnamento religioso:
· costanza dei genitori negli atti di culto: la madre che non prega durante il mestruo o i genitori che non digiunano in viaggio possono creare confusione sulle regole religiose, perciò se sono in un’età in cui non può essere spiegato loro il motivo o non potrebbero comprenderlo, bisogna tenerlo presente e, per esempio, la madre durante il periodo del mestruo può sedersi sul suo tappeto della preghiera e recitare il Corano o delle duà;
· procurare loro un tappeto per la preghiera, un hijab bello per la preghiera, fargli fare l’abluzione con acqua tiepida, ecc.;
· abituarli a pregare con i genitori, svegliarli per il suhur a Ramadan, anche se poi digiunano solo per poche ore, ecc.;
· partecipare agli incontri religiosi;
· frequentare famiglie religiose;
· far conoscere loro i veri modelli di vita: mostrare interesse per i personaggi della tv o dello sport invece che i Profeti o gli Imam (a) fa in modo che il bambino pensi che siano loro i veri modelli di vita ed esempi da seguire;
· incoraggiarli e premiarli negli atti di culto: bisogna stare attenti a non esagerare in modo che il bambino per esempio non preghi solo per ricevere un regalo, a volte basta anche semplicemente una carezza o un bacio (soprattutto quando sono piccoli).
In conclusione è necessario ricordare che l’educazione religiosa richiede molta pazienza e bisogna evitare comportamenti brutali e troppo severi.
[1] Hurr °Amilì, Wasa’ilusshi°ah, vol.16 pag. 155
[2] °Allame Majlesì, Mir’atul°uqul, vol. 4 pag. 306