Il Profeta (s) disse: “Tra di voi colui che si comporta meglio e comprende meglio la religione è più musulmano”.

Nahj al-Fasahah, hadìth 1518

Il Profeta (s) disse: “Tra i credenti è più musulmano degli altri colui che gli altri musulmani sono al sicuro dal suo comportamento e dalla sua lingua e tra i credenti è più credente chi si comporta meglio”.

Nahj al-Fasahah, hadìth 415

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Il Profeta (s) disse: “Ciò che Iddio più ama è che venga saziato un indigente, oppure venga pagato il suo debito o alleviata una sua sofferenza”.

Nahj al-Fasahah, hadìth 76

Il Profeta (s) disse: “Chiuque sazi un indigente, Iddio lo sazierà con i frutti del Paradiso”.

Nahj al-Fasahah, hadìth 2951

Sura al-Masad (sura 111, riassunto tafsir Nemune e al-Mizan)

Periscano le mani di Abu Lahab , e perisca anche lui.

Questa è l’unica sura in cui è riportato chiaramente il nome di due degli acerrimi nemici del Profeta (s), Abu Lahab e sua moglie. Essi vengono maledetti e le loro azioni destinate a rimanere senza risultati. Nonostante Abu Lahab fosse lo zio del Profeta (s) a volte lo seguiva passo a passo, senza lasciarlo in pace e rivolgendogli parole di disprezzo e insultandolo.

Le sue ricchezze e i suoi figli non gli gioveranno.
Tutti i suoi beni non serviranno ad annullare la maledizione che gli è stata inflitta. E ciò vale anche per tutti gli altri miscredenti, le loro ricchezze non li salveranno.

Sarà bruciato nel Fuoco ardente,
La sua punizione sarà il fuoco dell’Inferno, un fuoco immenso.fire

assieme a sua moglie, la portatrice di legna,
che avrà al collo una corda di fibre di palma.

Anche sua moglie riceverà la stessa punizione, entrerà nell’Inferno mentre sta trasportando legna. In questo mondo legava insieme dei rovi per poi buttarli addosso al Profeta (s), in questo stesso stato entrerà nell’Inferno e questa sarà la sua punizione. Da questa sura si può dedurre che i legami di parentela non influenzano in alcun modo il giudizio divino, Abu Lahab verrà punito nonostante fosse lo zio del nobile Profeta (s).

Dimostrare affetto ai propri figli

La dimostrazione d’affetto nei confronti dei figli non si limita a un’età particolare: bisogna praticarla sempre. Tuttavia nel primo anno di vita è d’importanza vitale, infatti il bambino si sente particolarmente legato alla famiglia e se gli sarà mostrato affetto e riceverà sufficiente senso di sicurezza, ciò avrà importanti conseguenze sul suo futuro, come la capacità di intraprendere legami sociali, serenità, fermezza nel risolvere i problemi, ecc.

Il Profeta (s) disse: “Amate i vostri figli e trattateli con bontà”[1].

Alcuni genitori evitano di baciare i propri figli, soprattutto se grandi, invece i Devoti di Dio ci hanno insegnato diversamente.

Un giorno il Profeta (s) fece sedere uno dei suoi figli sulle sue sacre Save0010ginocchia e lo baciò, un uomo gli disse: “Io ho dieci figli e non ne ho mai baciato nessuno”. Il Profeta (s) corrugò la fronte e disse: “Non sarà offerta bontà a chi non ne offre”[2].

In un’altra occasione egli disse: “Baciate molto i vostri figli, ché per ogni bacio vi sarà donato un livello in Paradiso”[3].


[1] Koleyni, Furu’ al-Kafi, vol. 6, pag. 49.

[2] Shaykh al-Saduq, Man la yahdhuruh al-Faqih, vol. 4, pag. 380.

[3] Allamah Majlesi, Bihar la-Anwar, vol. 43, pag. 282.

I doveri di un muntazir – Prima parte

Un muntazir è colui che è in attesa della manifestazione dell’imam Mahdi (aj) e perciò si comporta e si impegna in modo da favorirne la manifestazione il più presto possibile.

Il valore e il merito dei muntazir

Ci sono vari hadìth che citano il valore e il merito dei muntazir, per esempio l’imam Sajjad (a) disse:

“La gente del tempo dell’occultazione dell’imam Mahdi (aj), coloro che credono nel suo imamato e sono in attesa della sua manifestazione, è migliore della gente di qualsiasi tempo, poiché Iddio l’Altissimo ha donato loro intelletto, comprensione e sapienza tale, che per loro l’occultazione dell’Imam (aj) è come vederlo …”.[1]

Egli inoltre affermò:

“Chiunque durante l’occultazione del no stro Qaim (aj) rimanga saldo nell’amore verso di noi, Dio gli donerà la ricompensa di mille martiri di Badr e Uhud”.[2]

Il Profeta (s) disse riguardo a coloro che sono veri muntazir:

“Essi sono i miei amici e i più nobili della mia Ummah”.[3]

I doveri del muntazir riportati negli hadìth si dividono in due parti: i doveri generali, cioè quelli che non riguardano solo il tempo dell’Occultazione, citati comunque per la loro importanza; e i doveri specifici del tempo dell’Occultazione.

I doveri generali

1. Conoscere il proprio Imam (a)12-00-m-1743

In qualsiasi tempo è dovere del musulmano conoscere il proprio Imam (a), l’imam Sadiq (a) disse a uno dei suoi compagni:

“Conosci il tuo Imam, ché se lo conosci, non ti recherà danno l’anticipazione o il ritardo della Manifestazione”[4].

È solo conoscendo la propria guida che è possibile obbedirle, così la presenta l’imam Ridha (a): “L’Imam è il custode divino presso le Sue creature, è la Sua prova tra i Suoi servi, è il Suo califfo nelle Sue terre, è colui che invita a Dio, difende i diritti obbligatori che i Suoi servi Gli devono. L’Imam è purificato dai peccati, immune da difetti, tutta la Scienza gli appartiene ed è conosciuto per la sua pazienza. L’Imam dà ordine alla religione e dona cospicuità ai musulmani, fa adirare gli ipocriti e sopprime i miscredenti. L’Imam è l’unico del suo tempo. Nessuno può raggiungere il suo livello, nessun sapiente lo può eguagliare e nessuno lo può sostituire o somigliargli. Tutte le qualità gli appartengono, senza che le abbia chieste: infatti questo è un privilegio concessogli da Colui che dona grazia…”[5].

(continua…)


[1] Shaykh al-Saduq, Kamal al-Din wa tamam al-nimah, vol. 1, pag. 319, hadìth 2.

[2] Ivi, vol. 1, pag. 323, hadìth 6.

[3] Ivi, vol. 1, pag. 286, hadìth 3.

[4] Shaykh al-Kulayni, al-Kafi, vol. 1, pag. 371, hadìth 2.

[5] Ivi, vol. 1, pag. 201.