Chiesero all’imam Sadiq (a): “Su che princìpi basi le tue attività?”, rispose: “Su quattro princìpi:

1. Ho capito che il mio lavoro non lo farà nessun altro, perciò sono io che devo impegnarmi.

2. Ho capito che Dio osserva il mio lavoro, perciò Ne ho timore.

3. Ho capito che altri non possono prendere il pane quotidiano che Dio ha stabilito per me, perciò mi sono dato pace.

4. Ho capito che la mia fine è la morte, perciò mi sono preparato per essa”.[1]


[1] Bihar, vol .78, pag. 228.

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Perchè Dio vuole che Lo adoriamo?

Noi sappiamo che Dio è perfetto e non ha bisogno di nulla e nessuno, nemmeno dei nostri atti di adorazione, allora perché nel Corano ci incoraggia così tanto all’adorazione e al compimento di buone azioni? L’ayatollah Mesbah Yazdi risponde con un esempio:003(2)

Immaginate un padre anziano che sta ormai trascorrendo gli ultimi giorni della sua vita. Egli sa che raccomandando a suo figlio di studiare e fare buoni azioni, non gli allungherà la vita né gli sarà di alcun beneficio in questo mondo. Nonostante ciò, gli raccomanda con affetto di studiare e compiere buone azioni poiché vuole che suo figlio possa così crescere con buone qualità e raggiungere la perfezione e sa che ciò andrà a vantaggio del figlio. Perciò quando Dio ci incita a compiere buone azioni e rispettare le regole che ci ha posto, lo fa solo per il nostro bene.[1]


[1] Be pishwaze khorshide gharb.

C’è un hadith che dice: “Alcuni recitano le loro preghiere in modo talmente superficiale che se parlassero allo stesso modo con i propri vicini, quest’ultimi non gli risponderebbero”.[i]
L’imam Sadiq (a) disse: “Il pudore è composto da dieci parti: nove le possiedono le donne e una gli uomini. Quando una bambina ha il suo primo mestruo ne perde una parte, quando si sposa ne perde un’altra. Quando ha il suo primo rapporto sessuale ne perde un’altra e un’altra ancora quando concepisce un bambino. Quindi rimangono cinque parti. Se si comporta in modo indegno perde tutto il suo pudore, se invece si comporta in modo giusto, mantiene tutte e cinque le parti”.
[i] Wafi, vol. 2 pag. 13
L’imam Khomeini (r.a.) disse riguardo alla donna: “La donna è un essere umano, un grande essere umano. Ella è l’educatrice della società. È nel suo grembo che vengono educati gli uomini e le donne… Il destino dei paesi è in mano alla donna. La donna, educando se stessa, cresce persone giuste e, sempre educando se stessa, dà vita al proprio paese. La donna dev’essere la fonte di tutte le felicità”.