Perché all’uomo è permessa la poligamia?

Prima di tutto bisogna precisare che la poligamia non è un’invenzione dell’Islam. Essa è sempre esistita, era presente in Arabia prima dell’Islam e anche presso altre civiltà, la differenza è che l’Islam ha stabilito delle regole specifiche affinché non venissero lesi i diritti delle mogli.

Alcuni dei motivi che possono giustificare la pol051igamia per l’uomo sono:

1. Il motivo principale è che il numero delle donne pronte al matrimonio è sempre superiore al numero degli uomini, ciò è dovuto a vari motivi:

a. In alcune zone il numero delle bambine nate è superiore ai bambini.

b. In caso di guerre, incidenti o simili di solito sono gli uomini che muoiono.

c. Secondo le statistiche, le donne sono più forti in caso di malattia.

d. Le ragazze raggiungono la maturità sessuale prima dei ragazzi.

2. Da un punto di vista psicologico, la donna non è naturalmente predisposta alla poligamia, mentre invece nell’uomo questo istinto esiste.

Come si può risolvere il problema delle donne che non possono sposarsi perché non ci sono abbastanza uomini?

Non permettere la poligamia, vorrebbe dire non dare loro la possibilità di sposarsi e ciò costituirebbe un grande svantaggio per le donne e non per gli uomini. Inoltre esse cercherebbero comunque di soddisfare le loro necessità sessuali e ciò porterebbe alla libertà sessuale tipica del mondo occidentale.

Quindi la poligamia, con i seguenti limiti posti dall’Islam, è la miglior soluzione:

i. Limite di numero: massimo quattro.[1]

ii. Comportarsi equamente con tutte.[2]

iii. Mantenerle tutte allo stesso modo.

iv. Soddisfare i loro bisogni affettivi e sessuali.


[1] Corano 4:3.

[2] Corano 4:3.

Perché è l’uomo il tutore degli figli?
Per rispondere a questa domanda è necessario fare alcune considerazioni:
1. Legislazione
a. In ogni tipo di legislazione, vengono prese in considerazione le caratteristiche generali, ove necessario tuttavia, il legislatore valuta pure le eccezioni.
b. Le leggi devono essere prese in considerazione nel loro insieme, all’interno del sistema legislativo e non separatamente. Anche la legge relativa alla custodia dei figli non può essere compresa se non all’interno del sistema legislativo islamico.
c. Riguardo alla legge sulla custodia dei figli, bisogna valutare alcuni punti: i sentimenti del padre, i sentimenti della madre, i sentimenti dei figli, le questioni concernenti il futuro dei figli, la loro educazione, i diritti economici e il loro mantenimento, la vita futura dei genitori, ecc.
2. La custodia dei figli nell’Islam
a. Nell’Islam è obbligatorio per l’uomo mantenere i propri figli, anche se fossero dati in custodia alla madre.
b. Secondo la fatwa della maggior parte dei marja’, la custodia dei figli maschi è affidata fino a due anni alla madre e nel caso delle figlie fino a sette anni.
c. Mentre per la donna è un diritto l’affidamento dei figli (se così stabilito), per l’uomo è un dovere. Perciò la madre può rifiutarsi, mentre invece il padre è obbligato ad accettare il loro affidamento.
d. Marito e moglie possono, se vogliono, decidere riguardo all’affidamento dei figli, scegliendo di comune accordo la soluzione che pare migliore per la crescita dei bambini.
e. Nel caso uno dei genitori o entrambi non siano all’altezza della tutela dei figli, un tribunale islamico può decidere di affidarli all’altro genitore o a una terza persona.
3. La filosofia della custodia dei figli
a. Il bambino nei primi anni della sua vita ha un profondo bisogno dell’affetto materno, inoltre una madre responsabile è particolarmente attenta nel rispondere a tutti i bisogni del proprio figlio. Perciò è chiaro che i figli debbano essere affidati alla madre in questo periodo.
b. Poiché l’essere umano ha un’innata tendenza a seguire un modello nella propria vita, è necessario che la figlia passi più tempo con la madre, quindi venga affidata più tardi al padre, e il figlio più tempo con il padre, venendogli affidato il prima possibile, per far sì che ognuno di loro possa seguire il modello di vita più adatto al proprio sesso.
c. Se l’affidamento dei figli per la madre fosse un dovere e durasse un periodo più lungo, ciò renderebbe più difficile per lei rifarsi una vita, infatti per un uomo è più difficile accettare i figli della moglie in casa propria. Invece le donne, essendo più sentimentali, accettano più facilmente di prendersi cura dei figli del marito.

Perché il matrimonio a termine?

Il Corano e le tradizioni certe del Profeta (s) non sono state modificate e la legge riguardo al matrimonio a termine è presente sia nel primo (Nisa, 24) che nelle seconde (le tradizioni tramandate dalla shia al riguardo sono numerose e il matrimonio a termine viene considerato parte della religione. Anche nelle tradizioni tramandate dai sunniti, troviamo riferimenti al riguardo: la tradizione di Jabir[i], la tradizione di Ibn °Abbas[ii], la tradizione tramandata da Hakim, Ibn Juraih, Imam Ali-a-, e altri[iii]).
Quaranta sapienti tra i Sahabah (i compagni del Profeta-s-, cioè coloro che l’hanno visto) e i Tabi°in (cioè coloro che hanno visto i compagni del Profeta-s-) nelle fonti sunnite, ammettono la validità del matrimonio a termine, tra cui °Abdullah, figlio di °Umar.
Il fatto che °Umar avesse proibito il matrimonio a termine, nonostante fosse lecito al tempo del Profeta (s) e facesse parte della religione e della legge di Dio[iv], fu un grosso errore poiché:
- ciò che diceva il Profeta (s) non era un suo parere personale, ma rivelazione e ordine divino (an-Najm,3 e 4).
- Dio il giorno di Ghadir rivela al Profeta (s) che oggi ho completato la religione per voi e vi ho donato il bene della guida… (al-Maida, 3).
- Dio promise al Profeta (s) la peggior reazione nei suoi confronti, se avesse emanato leggi personali a nome dell’Islam: “Se [Muhammad] Ci avesse mendacemente attribuito qualche discorso, lo avremmo certo afferrato per la mano destra, e quindi gli avremmo reciso l’aorta ” (Haqqah, 44,45 e 46).
Se il Profeta (s) non ha diritto a modificare la religione di Dio e Dio lo ammonisce di non farlo, chi è °Umar per modificarla? Tra l’altro quando la religione è già stata completata?
Dio non tradisce le sue promesse (Ali °Imran,9), allora perché non ha “reciso l’aorta” a °Umar? Il motivo è che se il Profeta avesse detto qualcosa a nome della religione, la gente l’avrebbe accettata, però nessuna persona saggia potrebbe accettare ciò che disse °Umar a nome della religione, dopo che Dio aveva detto di aver completato la religione, infatti nemmeno il figlio di °Umar l’accettò[v].
Dio farà i conti nel Giorno del Giudizio.
Quindi il matrimonio a termine è sempre stato parte integrante della religione e della legge islamica. Comunque se qualcuno vuole obiettare alla parola di Dio e negare la Sua scienza e giustizia, nessuno gli si oppone, tranne la sua stessa coscienza.
Spiegazione della necessità del matrimonio a termine da un punto di vista sociale:
La religione islamica è completamente in armonia con la natura innata dell’uomo, è realistica ed è stata rivelata da Dio affinché l’uomo raggiungesse la beatitudine eterna.
Se guardate in modo concreto alla condizione dell’uomo in questo secolo e nel passato, vi renderete conto che per soddisfare i bisogni sessuali di un uomo e di una donna il matrimonio permanente non è sufficiente, per alcuni motivi, tra i quali:
- la maggior parte degli uomini si trovano in condizioni economiche che non gli permettono di formare una famiglia, o sono ormai troppo vecchi per sposarsi, cosa devono fare?
- le guerre ci sono sempre state e hanno causato la morte di tantissimi esseri umani (le guerre tra tribù,le Crociate,la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, le guerre per il petrolio…), quindi in tanti sono rimasti vedovi o vedove, cosa devono fare?
- i ragazzi maturano sessualmente verso i 15 anni circa e le ragazze verso i 10-12 circa, molto prima dell’età in cui normalmente ci si sposa (25-30 anni), in questi dieci anni i ragazzi e le ragazze, cosa devono fare?
- a causa del fatto che gli anni di studi aumentano costantemente e le famiglie sono sempre più esigenti sulla dote di matrimonio e sulle spese della cerimonia, ci si sposa sempre più tardi, cosa bisogna fare?
- le tentazioni sessuali nel mondo sono aumentate e sono accessibili a tutti, perfino ai bambini (come internet, i canali televisivi, le riviste, ecc..), cosa bisogna fare?
- l’aumento della produzione di prodotti che eccitano, cosa bisogna fare?
- la libertà sessuale senza limiti e restrizioni, che attira anche le persone sposate verso l’adulterio, cosa bisogna fare?
In queste condizioni come si può rimanere puri e raggiungere gli scopi della vita senza essere tentati? In quanti possono sopportare questo contesto?
Se siamo realisti ci renderemo conto che non solo le condizioni del giorno d’oggi necessitano la pratica del matrimonio a termine, bensì anche in passato, a causa delle guerre, della povertà e degli altri motivi che abbiamo citato, il matrimonio permanente non era e non è sufficiente a soddisfare i bisogni sessuali, e serve un’altra soluzione.
Secondo voi quelle persone che sentono il bisogno di sposarsi, però non possono farlo per una serie di motivi, cosa dovrebbero fare? Possiamo immaginare tre gruppi di risposte:
1-
a – produrre un farmaco che impedisca l’eccitazione, che è sbagliato;
b – separare completamente i ragazzi dalle ragazze, poiché questi sono come la benzina e il fuoco e il loro scambio di sguardi è una scintilla, che è sbagliato, in realtà bisogna regolare il rapporto fra i due sessi;
c – permettere l’omosessualità, che è sbagliato;
d – dividere i maschi tra di loro e le donne tra di loro, per evitare casi di omosessualità, che è sbagliato;
e – permettere l’autoerotismo, in modo che i giovani possano dedicarsi alla loro vita e ai loro studi, che è sbagliato;
f – diminuire le tentazioni sessuali (censura di internet, dei canali televisivi, dei libri e delle riviste, insomma censurare i mezzi di comunicazione),
g – creare un’economia più bilanciata, in modo da garantire alla maggioranza il diritto di formare una famiglia;
h – impedire le guerre in modo che il numero degli uomini sia pari a quello delle donne;
i – …….
Alcune di queste proposte sono sbagliate e altre sono impossibili da mettere in pratica, quindi non rispondono al bisogno dell’umanità di un’altra soluzione oltre al matrimonio permanente.
2- Facendo finta di difendere i diritti dell’uomo,dimenticarci l’umanità e le responsabilità che abbiamo, pensando solo ai soldi, non solo senza risolvere questo problema, ma mettendo delle tasse sul guadagno delle prostitute.
3- L’Islam vuole limitare il bisogno di soddisfare i bisogni sessuali al di fuori del matrimonio permanente in questo modo:
a. opponendosi al capitalismo e alla differenza tra ricchi e poveri “Annuncia a coloro che accumulano l’oro e l’argento e non spendono per la causa di Allah un doloroso castigo” (Tawbah,34),
b. consigliando ai ragazzi e alle ragazze di sposarsi non molto dopo aver raggiunto la maturità sessuale e sconsigliando alle famiglie di appesantire il matrimonio, pretendono grandi doti o cerimonie lussuose,… (Ali °Imran, 14),
c. oppenendosi alla diffusione e pubblicizzazione del sesso, attraverso i media “In verità coloro che desiderano che si diffonda lo scandalo tra i credenti, avranno un doloroso castigo in questa vita e nell’altra. Allah sa e voi non sapete” (Nur, 19),
d. impedire la libertà sessuale incontrollata, attraverso la scelta di un certo tipo d’abbigliamento, il bilanciamento dei rapporti tra uomo e donna e consigli sul comportamento,
e. opponendosi alla guerra e al terrorismo: versare il sangue di un’innocente (di qualsiasi religione sia) è come uccidere l’intera umanità e salvare la vita di un’innocente, anche se non musulmano, è come salvare tutta l’umanità (al-Maida,32),
f. invitando al matrimonio, come disse il Profeta (s): “Sposarsi fa parte della mia Sunna e chiunque non si sposi non è dei miei seguaci”.
Nonostante tutti questi consigli che favoriscono il matrimonio permanente, esso non è sufficiente a soddisfare il bisogno degli uomini, poiché mettere in pratica alcuni di questi consigli a volte è difficile…
Quindi l’Islam ha permesso il matrimonio a termine, con una serie di regole ben precise e giuste. In fondo nei paesi che non accettano il matrimonio a termine (che è una regola divina) non si pratica la prostituzione, ecc… in una forma più ingiusta, con un sentimento di peccato e a volte apertamente e senza vergogna?
Note:
-come il matrimonio permanente, anche in quello a termine, la ragazza vergine deve avere il permesso del padre o del tutore,
-la donna può scegliere liberamente di accettare o no questo tipo di matrimonio,
-non è solo l’uomo a provare piacere da questo matrimonio, anche la donna, se lo accetta di sua spontanea volontà,
-se da questo matrimonio a termine nascesse un bambino, deve essere mantenuto dal padre, la donna può persino chiedere al marito di pagarla per allattare il figlio,
-è vero che alcuni approfittano di questa legge, come di tante altre leggi, per esempio si dice che alcune famiglie povere a volte fanno sposare a termine le loro figlie con dei ricchi, per prendere i soldi della dote, però chiediamo alle vostre coscienze: il motivo di ciò è la differenza tra i poveri e i ricchi e il capitalismo o è colpa del matrimonio a termine? Il problema di questa famiglia povera, si risolveva se non c’era il matrimonio a termine o se non c’era la povertà?
[i] Sahih Muslim vol.4, pag.141, ed. Mashkul
Musnad Ahmad vol.6, pag. 405
Fathul-bari vol.9, pag.149
[ii] Al-Kashshaf vol.1, pag. 498 ed. Beirut
Al-Ghadir vol.6, pag.220 che riporta una tradizione dal Tafsir Khazin vol.1, pag. 357
[iii] Tafsir Tabari vol.5, pag.9
Tafsir Razi vol.10, pag.50
ad-Durrul-Manthur vol.2, pag.140
[iv] Tarikh Tabari vol.5, pag.32
[v] Az-Ziwajul-muaqqat fil-Islam pag.123

…negli hadith le ragazze vengono confrontate a dei fiori?
Anche nella letteratura non islamica la donna viene spesso paragonata a un fiore. I fiori sono fonte di letizia e “freschezza”, come le giovani fanciulle, sempre pimpanti, piene di vita, sentimentali.
I fiori sono delicati, si spezzano facilmente, anche il cuore delle fanciulle si infrange facilmente, e da un punto di vista fisico esse sono più delicate dei ragazzi.
I fiori per rimanere intatti hanno bisogno di essere curati e protetti, anche le giovani devono essere protette, attraverso la propria famiglia, il proprio hijab, la propria religione.
…le donne devono portare l’hijab durante la preghiera? Dio non ci vede forse sempre, anche senza hijab?
Sicuramente Dio ci vede anche quando siamo senza hijab ed Egli non è considerato un non mahram. Però l’essere umano, quando prega, sta parlando con Dio e si trova in uno stato particolare, perciò dovrebbe vestire nel miglior modo possibile.
Il miglior abito per la donna in questo nobile stato è l’hijab, poiché esso è simbolo di purezza e pudore. Indossando l’hijab, la donna mostra rispetto per il suo Signore.
Inoltre possiamo dire che è anche un modo per “allenarsi” a indossare l’hijab, soprattutto per le bambine piccole, che vedendo la madre indossarlo durante la preghiera (ovviamente a patto che la madre dia importanza alla preghiera), considereranno anche l’hijab un aspetto importante della propria vita.
…non ci sono stati profeti o imam donna?
Più volte è stata spiegata l’importanza del ruolo che l’uomo ricopre all’interno della famiglia. La collettività è un nucleo sociale ancora più importante e l’imam o il profeta ne sono la guida, perciò è abbastanza ovvio che se la guida nella famiglia debba essere l’uomo, a maggior ragione lo debba essere per la società. Inoltre bisogna prendere di nuovo in considerazione le caratteristiche della donna, come il fatto che si faccia influenzare più facilmente dai sentimenti; certi particolari momenti come il mestruo e la gravidanza, che la rendono normalmente indisposta e più debole influenzando anche i suoi stati d’animo; la sua responsabilità in qualità di madre, ecc.; tutti elementi che le impedirebbero di poter eseguire al meglio il suo ruolo di guida.

Detto ciò, dobbiamo ricordare donne quali la nobile Maryam (a) e Fatima Zahra (a), entrambe avevano raggiunto livelli di perfezione confrontabili a quelli dei Profeti e degli Imam (a), inoltre gli angeli parlavano con loro. Quindi il fatto che una donna non possa essere profeta o imam non vuol dire che non possa raggiungere la perfezione spirituale, ma semplicemente che Dio l’ha sollevata da questa pesante responsabilità per affidarla all’uomo, affinché potesse dedicarsi al meglio al suo dovere principale che è quello di madre ed educatrice.
E Allah ne sa di più.

…il diah[1] della donna è metà di quello dell’uomo?
Poniamoci la domanda in un altro modo, con un esempio: una donna x viene uccisa e il suo diah viene pagato al marito y (perché la donna è morta, quindi, se ella non ha altri eredi, il denaro va al marito). Un uomo z viene ucciso e il suo diah viene pagato alla moglie p (perché l’uomo è morto, quindi, se egli non ha altri eredi, il denaro va alla moglie).
L’uomo y riceve metà del denaro della donna p (perché il primo riceve il diah della moglie e la seconda quello del marito), quindi da questo punto di vista questa regola è a vantaggio della donna e non dell’uomo!
Un’altra questione da prendere in considerazione è che, nel caso avessero figli, il diah dell’uomo sarebbe un grande aiuto per la vedova. Mentre un uomo vedovo, normalmente, ha già un lavoro e riesce a mantenere se stesso e la sua famiglia.
E Allah ne sa di più.

[1] Il diah è il denaro che, in determinati casi e con determinate condizioni, bisogna pagare alla persona stessa o ai suoi eredi nel caso le si faccia del male fisico.

…la testimonianza di due donne ha il valore della testimonianza di un uomo?
1. Testimoniare non è un diritto bensì un dovere, quindi se in alcuni casi la testimonianza di una donna non è sufficiente, non dobbiamo pensare che un suo diritto sia stato leso, ma semplicemente che in questo caso non ha alcun dovere.
2. Testimoniare è una grande responsabilità e la possibilità di sbagliare potrebbe rovinare per sempre la vita dell’accusato. Sappiamo che la donna si lascia influenzare più facilmente dai propri sentimenti e ciò potrebbe portarla a sbagliare nella sua testimonianza, non necessariamente in modo volontario, come ci ricorda il Corano stesso: “Chiamate a testimoni due dei vostri uomini o in mancanza di due uomini, un uomo e due donne, tra i testimoni di cui accettate la testimonianza, cosicché se una dimenticasse l’altra le possa ricordare [il fatto]”.[1]
3. In alcuni casi la testimonianza di una donna è sufficiente, per esempio nel caso dell’ostetrica che testimonia che il bambino è nato, è nato morto o altro e in alcuni casi, come quello della testimonianza per un divorzio, non è nemmeno accettata, poiché la donna tende a parteggiare per il proprio sesso.
Quindi il fatto che in alcuni casi la testimonianza di un uomo ha il valore di quella di due donne non altera la realtà che entrambi sono considerati esseri umani allo stesso livello, tuttavia ciò non significa che debbano necessariamente avere in tutti i casi gli stessi diritti e doveri.
E Allah ne sa di più.
[1] Corano 2:282.
…il diritto a divorziare è principalmente in mano all’uomo?
Ogni gruppo sociale necessita di un amministratore e direttore. Anche la famiglia è un piccolo nucleo sociale e c’è bisogno di una persona che si prenda la responsabilità (molto pesante) di dirigerla e occuparsene. Dio ha affidato questo compito all’uomo: egli è responsabile del mantenimento della famiglia e del prendere le decisioni importanti, poiché è in grado di fare scelte più ponderate e si lascia influenzare meno dai sentimenti, al contrario della donna.
Anche il divorzio è una delle questioni facente parte dell’amministrazione famigliare. Riguardo al diritto di divorziare, possiamo prendere in considerazione cinque casi:
· sia in mano all’uomo,
· sia in mano alla donna,
· ognuno di loro abbia questo diritto,
· debbano decidere entrambi insieme,
· non esista questo diritto.
Il quinto caso è ingiusto perché in certi casi il divorzio è veramente la scelta migliore per entrambi. Anche il quarto caso è iniquo perché può darsi che un coniuge voglia il divorzio e l’altro non lo voglia.
Accettare il terzo caso comporta l’aumento dei divorzi, allo stesso modo il secondo, poiché le donne si fanno influenzare molto facilmente dai loro sentimenti e, secondo le statistiche, sono le donne a richiedere di più il divorzio.
Quindi è meglio che questo diritto sia in mano all’uomo, anche se, la sharia pone comunque dei limiti all’uomo affinché i diritti della donna non vengano lesi e prevede casi in cui la donna abbia il diritto di divorziare.
E Allah ne sa di più.
Perché l’hijab?
Introduzione

La religione islamica e ogni altro tipo di religione sono divise in due parti:
- una riguarda gli ideali sulle realtà dell’Universo, per esempio: qual è la vera natura umana? Chi è Dio? Esiste un altro mondo? Chi sono i Profeti (a)? Qual è la verità di questo Mondo e qual è il suo rapporto con l’Aldilà? Le risposte a queste domande formano l’ideologia di una religione, ed esse devono essere ragionevoli e logiche. Il valore di una religione si basa su quanto queste risposte siano ragionevoli e l’Islam insiste sul fatto che il credo sia basato sulla ragione, infatti, conoscere Dio basandosi sull’imitazione pedissequa della conoscenza di altri non ha alcun valore.
- l’altra parte riguarda le regole e la sharia di una religione, che logicamente devono essere in armonia con l’ideologia, altrimenti, se fossero in contraddizione, quest’ideologia scomparirebbe. Quindi, se per esempio la nostra religione ci dice di credere in Dio, le sue leggi devono essere in armonia con questo credo e non in contraddizione (per esempio proibirci di adorare Dio).

Adesso vogliamo discutere di queste leggi o sharia. Abbiamo detto che queste regole devono essere in armonia con l’ideologia su cui si basano. È vero che noi dobbiamo accettare un’ideologia con la nostra ragione e generalmente quest’ideologia è comprensibile e giudicabile dalla ragione, però tutto ciò che compone quest’ideologia si può comprendere con la ragione? No, in realtà la ragione può comprendere solo le linee generali del credo in Dio, nei Profeti (a) e nell’Aldilà, e non può capire il rapporto preciso che esiste fra Dio, l’uomo e il Mondo. Quindi la nostra ragione può giudicare solo in questi limiti.
Quindi, logicamente, noi possiamo giudicare con la ragione solo quelle leggi generali che sono in armonia con questi ideali che la ragione può capire, come: la giustizia deve esserci, bisogna servire Dio, non dev’esserci oppressione…
Anche se la ragione è il bene più grande che Dio abbia dato all’uomo, però ha valore solo quando viene utilizzata nei suoi limiti, non al di fuori di essi (come quello della rivelazione).
Lasciando un attimo da parte il fatto che la sharia sia stata rivelata e vada al di là delle capacità di comprensione della ragione, che quindi non può giudicare a questo riguardo, nemmeno le leggi umane possono essere difese dalla ragione. Per esempio in alcuni paesi per l’omicidio, il colpevole viene condannato a morte, in altri all’ergastolo, in altri ancora, a vent’anni di prigione. Questa differenza è dovuta al fatto che queste leggi non sono basate sulla conoscenza dell’Universo e delle sue realtà. Allora ci chiediamo perché non è stato condannato a ventitré anni o diciotto anni e un mese o…? Non è possibile dare una risposta che a sua volta non comporti altre obiezioni.
L’unico modo per sapere se una legge è giusta è domandarci con la ragione se:
- Colui che ha fatto queste leggi conosceva Dio, l’uomo e il Mondo e il rapporto tra essi?
- È possibile che il legislatore abbia secondi fini o si sia sbagliato?
- Dopo che ci siamo accertati delle due domande precedenti, siamo sicuri che quello che adesso noi abbiamo in mano sia la stessa legge stabilita dal legislatore?

Se le risposte a queste domande sono positive allora dobbiamo accettare qualsiasi legge della religione, anche se non possiamo comprenderla con la ragione o secondo l’opinione pubblica di un certo luogo o tempo venga considerata irragionevole, questo perché, generalmente, le leggi vanno al di là delle capacità di giudizio della ragione. Anche se ognuno di noi può, secondo la sua conoscenza, reale o presunta, dell’uomo, di Dio e del Mondo e del rapporto che c’è fra essi, dare delle spiegazioni o giustificazioni, reali o presunte. Per esempio i Profeti (a) possono giustificare le leggi e giudicarle, però quello che noi vogliamo dire sono solo supposizioni…
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Perché l’hijab?

Dio ha creato l’uomo e questi sente il bisogno innato di rimanere in vita e permettere al genere umano di non estinguersi. Per questi due scopi compie degli sforzi, va in cerca di cibo e acqua per rimanere in vita, per curarsi è pronto a bere sciroppi amari, poiché vivere è più dolce dell’amarezza di questo sciroppo.
Dio, poiché ama i suoi servi, ci ha dato il senso del gusto per apprezzare ciò che beviamo e mangiamo, inoltre ha creato dei cibi buoni, quando invece avrebbe potuto fare in modo che l’uomo, invece di godere di quello che mangia, soffrisse, provando disgusto, come quando beve uno sciroppo amaro per guarire.
Non bisogna esagerare nel godere del cibo, altrimenti si mette in pericolo la propria salute.
Allo stesso modo per la sopravvivenza del genere umano, l’uomo deve riprodursi e Dio Misericordioso ha fatto in modo che l’essere umano, per riprodursi, non solo non soffra, ma provi un grande piacere. Così, sia l’uomo che il genere umano continuano la vita in modo piacevole e ognuno cerca, secondo le proprie capacità fisiche e intellettuali, di raggiungere lo scopo della Creazione (cioè raggiungere la beatitudine eterna).
Il pericolo più grande per l’uomo è l’estinzione dell’umanità e la legge più importante di cui ha bisogno deve garantire la sopravvivenza del genere umano nel miglior modo (e poi, proibire azioni che attentano all’umanità di per sé, come l’omicidio…).
La sopravvivenza del genere umano è possibile solo attraverso il rapporto sessuale tra uomo e donna, che grazie alla bontà divina è accompagnato da un piacere inconfrontabile.
L’attenzione verso i piaceri sessuali e il godimento di questo dono divino devono rientrare nei limiti della “sopravvivenza del genere umano nel miglior modo”, poiché, tenendo troppo in considerazione questi piaceri, ci si può dimenticare non solo del genere umano, ma anche della propria salute. Inoltre dare troppa importanza ai piaceri sessuali può portare a malattie incurabili, morte o suicidio. Una moglie e un marito che vivono in un contesto dove ogni giorno vengono tentati sessualmente possono distruggere l’armonia famigliare, con il conseguente aumento della nascita di bambini di cui non si conosce il padre, come sta succedendo al giorno d’oggi.
Secondo ciò che abbiamo appena detto e gli insegnamenti divini, le tentazioni e i piaceri sessuali devono essere al servizio della sopravvivenza dell’umanità e del godimento lecito. Quindi l’unica base, accettata dalle persone giuste e dagli insegnamenti divini, su cui deve fondarsi il godimento lecito e la sopravvivenza dell’umanità è la famiglia. Perciò le tentazioni e i piaceri sessuali devono essere al servizio della famiglia e specifici di essa.
La diretta conseguenza del considerare i piaceri sessuali un bene da condividere è il comunismo e liberalismo sessuale, che creano scompiglio nelle famiglie e nella società.
Quindi se un uomo è affascinante, deve essere un piacere solo per la moglie e se una moglie è bella, deve essere un piacere solo per il marito. La donna non deve essere considerata un oggetto da prestare o un cartello pubblicitario solo perché Dio l’ha creata bella.
Una delle ragioni dei divorzi è la condivisione libera delle tentazioni sessuali e quindi l’aumento dei rapporti sessuali illeciti, che non vengono più tenuti nascosti, o il fatto che il marito o la moglie non siano soddisfatti sessualmente l’uno dell’altra, che quindi porta di nuovo a rapporti illeciti.
Siamo quindi arrivati alla conclusione che le tentazioni e i piaceri sessuali sono privati e devono essere al servizio della famiglia, però in che modo questo riguarda la questione dell’hijab? E perché la donna deve coprirsi più dell’uomo?
Questa questione riguarda le caratteristiche psicologiche diverse dell’uomo e della donna. Ogni uomo si rende ben conto del come trae piacere dalle tentazioni sessuali, troviamo ciò anche nella letteratura, nelle ricerche scientifiche e negli insegnamenti religiosi.
Infatti l’uomo prova molto piacere nel guardare e proprio per questo motivo Dio ha creato la donna affascinante e bella, affinché l’uomo potesse provare piacere nel guardarla.
Però l’uomo non è così affascinante come la donna, perché? Forse Dio ama solo gli uomini da aver creato per loro delle compagne così belle?!
Certamente no, il fatto è che la donna prova più piacere nell’essere toccata, che non nel guardare, quindi Dio ha creato il corpo dell’uomo in modo tale che avesse un effetto particolare su quello della donna.
Allora che cosa bisogna fare affinché le tentazioni sessuali siano limitate alla vita della coppia e la donna sia protetta dalla passione dell’uomo, che a volte può anche mettere in pericolo la sua vita?
O bisogna imprigionare la donna in casa, come facevano alcune tribù e civiltà passate. Oppure bisogna permettere la libertà e il comunismo sessuale, come proposero rispettivamente Freud e Platone, e nei quali l’Occidente si trova immerso. Altrimenti bisogna seguire gli insegnamenti divini del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’Islam, che limitano il piacere sessuale dell’uomo alla coppia, e ordinano alla donna di coprirsi.
Infatti, le donne, coprendosi più degli uomini, proteggono la loro dignità, senza rischiare di diventare la pubblicità di un prodotto, proteggono la famiglia e la società, proteggono la loro stessa vita, non indeboliscono la fede degli uomini, tentandoli, e possono tranquillamente studiare e lavorare nella società.
Invece agli uomini è proibito toccare le donne, in modo da non tentarle.
Così gli uomini (e le donne) possono sia godere della propria vita, senza però sprofondare nella libidine, sia raggiungere la beatitudine eterna.
Note:
- Il martire Mutahari tratta un’argomentazione molto interessante al riguardo all’inizio del suo libro “La questione dell’hijab”.
- Supponendo anche che tutto ciò che è stato detto sia sbagliato, che non lo è, poiché con la ragione siamo arrivati alla conclusione che l’hijab è un ordine divino, bisogna indossarlo, anche se tutta l’umanità fosse contraria. Infatti, l’umanità confrontata a Dio è niente.