Amir Timur fu un grande re della Mongolia, uno dei guerrieri più grandi e coraggiosi. All’epoca in cui regnava aveva già conquistato metà del mondo allora conosciuto. Il suo coraggio era notevole e imparò da una formica a non perderlo.

Egli racconta che mentre stava combattendo una battaglia, fu sconfitto e dovette nascondersi in un luogo sicuro, sui monti, per salvare la propria vita. Stanco e affamato se ne stava tranquillamente seduto osservando le piccole cose che accadevano intorno a lui. Notò una formica che stava lavorando, essa trasportava un chicco di riso molto più grande di lei. Con questo peso la formica cercava di arrampicarsi su una parete, il chicco cadde. La formica tornò giù, riprese il chicco e iniziò di nuovo a salire sulla parete. Di nuovo il chicco cadde e di nuovo la formica riprovò a salire con il suo chicco. Non si perse d’animo e continuò a riprovare finché  ce la fece. Il re racconta che ci vollero trenta tentativi prima che la formica riuscisse nel suo intento e in questo modo egli imparò una lezione: l’uomo è debole e perde presto il proprio coraggio, bisogna diventare più forti.

Così rincuorato, andò a cercare i suoi soldati e ufficiali dispersi e ricostituì il proprio esercito. Combatté un’altra battaglia e la vinse e continuò a vincere tutte le altre che seguirono; aveva imparato che non bisogna perdere il proprio coraggio e così diventò un grande re.

La chiave che apre le porte al successo è lo sforzo costante. Le formiche hanno già imparato questa lezione che anche gli uomini dovrebbero imparare: mai disperare!  L’Islam insegna i veri valori della vita e ci dice che dobbiamo fare del nostro meglio e impegnarci al massimo delle nostre capacità, per poter ottenere i migliori risultati nella nostra vita.

Il Sacro Corano insegna:

E che invero, l’uomo non ottiene che il [frutto dei] suoi sforzi; e che il suo sforzo  sarà presentato [nel Giorno del Giudizio] e gli sarà dato pieno compenso”…(Sura An-Najm 53:39-41)

 

 

Rispondi