Vogliamo proporvi questo interessante articolo tradotto dalla sorella Isabella e tratto dal blog:

http://veloitalia.blogspot.it/2016/08/riflessione-di-una-donna-sul-condurre.html

L’articolo è una traduzione di un estratto dal libro “Reclaim your heart” di Yasmin Mogahed.
L’autrice è una donna musulmana, laureata in psicologia e giornalismo, rinomata autrice e speaker nel mondo islamico.

Fonte dell’articolo originale : http://www.yasminmogahed.com/2010/12/19/a-woman%E2%80%99s-reflection-on-leading-prayer/

Il 18 Marzo 2005, Amina Wadud condusse la prima Jum’ah (preghiera del Venerdì) guidata da una donna. Quel giorno , le donne fecero un enorme passo verso l’essere più simili agli uomini .
Ma in questo modo ci siamo portate più vicine a realizzare la nostra liberazione?
Io non credo.
Ciò che spesso dimentichiamo è che Dio ha onorato la donna dandole un valore in relazione a Dio – non in relazione agli uomini. Ma poiché il femminismo occidentale elimina Dio dalla scena, non rimane alcuno standard – che l’uomo, in quanto maschio.
Come risultato, la femminista occidentale è costretta a trovare il suo valore in relazione ad un uomo. E facendo ciò, ha accettato un’assunzione distorta. Essa ha accettato che l’uomo è lo standard, e dunque una donna non potrà mai essere un completo essere umano finché non diventa semplicemente come un uomo .

Quando un uomo si taglia i capelli corti , lei vuole tagliarsi i capelli corti. Quando un uomo si arruola nell’esercito , lei vuole arruolarsi nell’esercito. Vuole queste cose per il semplice motivo che questo è “lo standard”.
Ciò che essa non realizza è che Dio dà dignità ad entrambi , uomo e donna, nella loro diversità e distinzione – non nella loro uguaglianza.

E il 18 marzo , le donne musulmane hanno commesso lo stesso identico errore.
Per 1400 anni gli studiosi islamici hanno concordato sul fatto che sono gli uomini a condurre la preghiera. In quanto donna musulmana, perché ciò dovrebbe importarmi ? Colui che guida la preghiera non è spiritualmente superiore in alcun modo. Una cosa non è migliore solo perché è un uomo a farla. E condurre la preghiera non è migliore , semplicemente perché è “condurre” . Se fosse stato ruolo della donna o se fosse stato più divino , allora perché il Profeta (pace su di lui) non avrebbe chiesto ad Ayesha, Khadija o Fatima – le più grandi donne di tutti i tempi – di guidare la preghiera ?
A queste donne fu promesso il paradiso – eppure non hanno mai condotto una preghiera.

Ma ora ,per la prima volta in 1400 anni , guardiamo un uomo condurre la preghiera e pensiamo “Non è giusto”. Pensiamo ciò anche se Dio non ha concesso alcun privilegio a chi la guida . L’imam non ha più valore agli occhi di Dio di quanto non ne abbia chi prega nelle file posteriori .
D’altro lato , soltanto una donna può essere madre. E Dio ha dato un privilegio speciale ad una madre. Il Profeta (pace su di lui) ci ha insegnato che “Il paradiso giace ai piedi della madre”. Ma qualunque cosa faccia un uomo , egli non potrà mai essere una madre. Allora perché questo non è ingiusto ?

Quando gli fu chiesto “Chi più di tutti merita il nostro buon trattamento?” Il profeta (pace su di lui) rispose: “Tua madre” tre volte prima di dire “Tuo padre” soltanto una. E’ sessista questo ? Non importa quanto un uomo faccia, non sarà mai in grado di avere lo status di una madre.

E ancora, quando Dio ci onora con qualcosa di unicamente femminile, siamo troppo impegnate a trovare il nostro valore in relazione ad un uomo per apprezzare – o addirittura notare ciò.
Abbiamo , anche noi , accettato gli uomini come standard ; dunque qualunque cosa unicamente femminile è , per definizione, inferiore. Essere sensibile è un insulto , diventare madre – una degradazione.
Nella battaglia tra razionalità stoica (considerata maschile) e compassionevole altruismo (considerato femminile) la razionalità regna suprema.

Dal momento in cui accettiamo che qualunque cosa un uomo abbia o faccia è migliore, ciò che ne segue è una reazione a martello : se un uomo ha questo , dobbiamo averlo anche noi . Se gli uomini pregano nelle file anteriori, assumiamo che sia meglio , dunque vogliamo pregare nelle file anteriori anche noi . Se gli uomini conducono la preghiera, assumiamo che l’Imam è più vicino a Dio , dunque vogliamo condurre la preghiera anche noi.
In qualche modo abbiamo accettato la nozione che avere una posizione di mondana leadership è in qualche modo indice della propria posizione con Dio .
Una donna musulmana non ha bisogno di degradare se stessa in questo modo . Lei ha Dio come standard. Ha Dio a definire il suo valore, non ha bisogno di un uomo .
Infatti , nella nostra crociata per inseguire gli uomini , noi donne non ci siamo mai fermate per esaminare la possibilità che ciò che abbiamo possa essere per noi migliore . In alcuni casi addirittura lasciamo andare questi valori solo per essere come un uomo .

50 anni fa, la società ci diceva che gli uomini erano superiori perché lasciavano la casa per andare a lavorare nelle fabbriche. Noi eravamo madri .
E tuttavia, ci dicevano che abbandonare l’allevamento di un altro essere umano per poter lavorare ad una macchina significava la liberazione della donna.
Abbiamo accettato che lavorare in una fabbrica è superiore ad allevare il fondamento della società – soltanto perché era un uomo a farlo.
Poi , dopo lavoro , dovevamo dimostrare di essere superumani – la madre perfetta, la moglie perfetta, la casalinga perfetta – e avere la carriera perfetta. E mentre non c’è niente di male , per definizione, in una donna in carriera, presto realizziamo ciò che abbiamo sacrificato per imitare ciecamente gli uomini .
Abbiamo guardato i nostri bambini diventare estranei e presto abbiamo riconosciuto il privilegio che abbiamo abbandonato .

E quindi solo ora – potendo scegliere – le donne in Occidente stanno scegliendo di restare a casa a crescere i loro figli.
Secondo lo United States Department of Agricolture, solo il 31 per cento delle madri con bambini piccoli , e il 18 per cento di madri con due o più figli , lavorano full-time. E di queste madri lavoratrici, un sondaggio condotto dal Parenting Magazine nel 2000 , ha rilevato che il 93 per cento di esse dice che preferirebbe restare a casa con i figli , ma è costretto a lavorare a causa di “obblighi finanziari”. Questi “obblighi” sono imposti alle donne dall’uguaglianza dei sessi dell’Occidente moderno , e rimossi dalle donne nella distinzione fra i sessi propria dell’Islam.

Ci è voluto alle donne occidentali quasi un secolo di sperimentazione per realizzare un privilegio dato alle donne musulmane 1400 anni fa.

Datomi questo privilegio in quanto donna, degrado me stessa provando ad essere qualcosa che non sono – e che in tutta onestà – non voglio essere: un uomo .
Come donne, non raggiungeremo mai la vera liberazione finché non smetteremo di imitare gli uomini , e dare valore alla bellezza di ciò che ci distingue, dato da Dio .

Se posso scegliere tra stoica giustizia e compassione, scelgo compassione. E se posso scegliere tra mondana leadership e paradiso ai miei piedi – scelgo il Paradiso .

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